Incubo Dinamo, eliminazione a un passo
Milano vince al palazzetto e si porta sul 3-1. Sassaresi grandi in difesa ma ancora pessimi al tiro. Domani al Forum c’è gara 5
SASSARI. La maledizione del tiro da tre, la maledizione delle sfide interne con Milano, la maledizione di una delle migliori terne arbitrali che va nel pallone e ne combina più Carlo in Francia. Sempre dalla parte del più forte, ovviamente. La Dinamo se le tira tutte contro, in questa semifinale playoff, si fa uscire gli occhi dalle orbite per la rabbia ma alla fine è costretta a ingoiare. L'Armani suona la decima (intesa come vittoria a Sassari, contro zero), chiude sul 56-63 il match più nervoso visto quest'anno al palazzetto e si porta sul 3-1. Domani sera al Forum di Assago avrà il match ball per chiudere la serie e stavolta il Banco di Sardegna non potrà sbagliare.
È stata la fiera degli errori e degli orrori, questa gara4, copiata e incollata dalla sfida di due sere prima: la squadra di Meo Sacchetti ha difeso alla grande, è andata più volte a mezzo passo dalla svolta ma si è scontrata contro la seconda partita indecente al tiro in tre giorni. Milano scava il break nel secondo quarto (8-15) e vive praticamente di rendita per il resto del match godendosi lo spettacolo deprimente della migliore batteria di tiratori della serie A che sbaglia l'indicibile: 4/26 da 3, 22/68 complessivo, significa che non segneresti neppure nella vasca da bagno, e non servono il sudore, le legnate e i tuffi in difesa. Certo, anche Milano ha fatto 5/23 da 3.
L’avvio. Travis Diener parte in quintetto al posto di Marques Green, Eze viene ancora preferito a Gordon. I sassaresi però vengono massacrati vicino alle plance da Samuels (10 punti e 8 rimbalzi nel solo primo quarto) e sono ancora una volta pessimi nel tiro da fuori. A Milano va a +7 (6-13), poi Devecchi e Brian Sacchetti suonano la carica e al 10' è -1 (20-21).
Il break. La difesa tutto sommato funziona ma a girare sempre a fatica è l'attacco, con Travis che spadella da fuori, Gordon che in post basso non sa cosa fare e Marques Green che alterna buone cose a disastri. Quattro soli punti in 5 minuti e mezzo e all'Armani bastano tre triple di Langford (due) e Kangur per volare a +10 (24-34). Gli arbitri perdono il controllo del match e nella confusione la Dinamo paga ancora proponendo una mira al tiro da fuori da basket amatoriale. E il 28-36 con cui le squadre vanno all'intervallo, più che lasciare l'amaro in bocca, fa tirare un sospiro di sollievo ai biancoblù. Si riparte con un fallo tecnico per Caleb, la difesa tiene ma l'attacco è imbarazzante. Eze tiene a galla la Dinamo con 6 punti, Milano segna solo 3 punti in 6'. Il palazzetto diventa finalmente un fattore, ma il punteggio si incolla sul 36-39 perché i sassaresi non la buttano mai dentro. Banchi inserisce Gentile e Wallace, Milano ha una mira peggiore di Sassari e Drake fa il -1 con una penetrazione di forza (40-41' a2'30"). L'aggancio è a un passo, ma il canestro non si stappa e Milano riesce a fare un altro piccolissimo e pesantissimo break con Moss e Wallace (42-48).
Le occasioni sprecate. Gentile segna il +8, Drake rompe l'incantesimo con una tripla impossibile e Sassari è ancora a -3 (47-50). I biancoblù hanno ancora la palla per l'aggancio ma non è serata. Sacchetti chiede timeout a 6'40", rimette dentro Eze e Brian ma il canovaccio non cambia. Travis sbaglia l'ennesima tripla del pareggio e Langford allunga. Poi Marques fa il miracolo: -2 (52-54 a 4'20"). Come sempre manca quel quid che può fare la differenza, e allora la differenza la fa Gentile, con quattro punti di fila (52-58). La Dinamo è viva ma il trio in maglia arancio vuole essere decisivo: Brian viene legnato in entrata, protesta e si becca un tecnico a 1'44". C'è tempo per altri fischi incredibili ma la partita sembra non finire mai. Sul 54-62 Marques, Brian e Caleb falliscono le milionesime tripla di una serata che sembra tratta da un film horror. Il secondo atto di una brutta saga inaugurata martedì sera.
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