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Prova senza appello per la Dinamo

di Andrea Sini
Prova senza appello per la Dinamo

Stasera a Milano gara 5 della serie contro l’Ea7 Armani. Sassaresi con le spalle al muro: vittoria o fine della corsa

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SASSARI. La buona notizia è che si gioca a Milano. Le altre sono tutte pessime notizie, compresa la più importante: la Dinamo è già all’ultima spiaggia. Stasera alle 20,30, davanti ai diecimila del Mediolanum Forum, i sassaresi di Meo Sacchetti sono obbligati a battere l’Ea7 Armani nella quinta gara della semifinale playoff. Non c’è appello, perché la squadra di Luca Banchi conduce la serie per 3-1 ed è a un solo passo dalla qualificazione alla finale scudetto.

Le recriminazioni. A neppure una settimana dalla splendida vittoria esterna in gara2, i sassaresi sono con le spalle al muro. La rabbia e la frustrazione per le due sconfitte subite in piazzale Segni (il bilancio a Sassari è di 10-0 per Milano) sono palpabili e il gruppo biancoblù non sembra avere intenzione di alzare bandiera bianca. Sul morale pesano però le circostanze nelle quali è maturato il doppio colpo firmato dalle scarpette rosse: due partite fotocopia, nelle quali la Dinamo ha difeso in maniera eccezionale, ben al di sopra dei propri standard, ma è andata a sbattere il muso contro percentuali al tiro semplicemente inverosimili. Inverosimile, per una squadra che fa del tiro dalla lunga distanza la sua arma principale, vedere le percentuali crollare dal 40,2% della regular season al 18,9% di queste due sfide interne. Un flop anche il tiro da 2: la Dinamo tira abitualmente con il 56,7% e stavolta si è fermata al 42,5%.

La rabbia. Impotenza per un canestro che non si è mai stappato; imprecazioni per un arbitraggio mai così dannoso e indisponente; rabbia per avere sprecato due delle migliori prestazioni difensive dell’intera era Sacchetti. La Dinamo arriva alla sfida di oggi con le orecchie fumanti e la voglia di spaccare il mondo. I volti dei giocatori biancoblù, nel dopogara di giovedì, danno se non altro una certezza: nessuno ha intenzione di andare in ferie anticipate. Almeno non prima di essersi presi una rivincita sulla corazzata milanese. E a proposito dell’arbitraggio, mai visto coach Sacchetti con le mani in testa dopo un fischio arbitrale, mai sentito commentare l’operato dei direttori di gara in maniera così piccata. Ce n’è abbastanza per mandare in ebollizione un iceberg al polo, insomma. Se il Banco riuscirà a incanalare questi sentimenti nella maniera giusta, può seriamente pensare di vincere ancora una volta sul parquet di Assago.

Le chiavi tattiche. Sassari e Milano quest’anno si sono affrontate sei volte, ben cinque soltanto nell’ultimo mese. Due squadre che si conoscono ormai a memoria possono solo pensare ai dettagli, provare a limare i rispettivi difetti e cercare di recuperare quante più energie possibile. La miglior difesa è l’attacco, secondo il credo di Meo Sacchetti, ma nelle ultime uscite il paradigma si è ribaltato completamente: la squadra ha trovato, soprattutto con il quintetto basso, la chiave per limitare notevolmente le bocche di fuoco avversarie. Ma facendo ciò, si è scontrata sui limiti di un gioco che dipende in maniera quasi esclusiva dalle capacità balistiche dei suoi uomini. Su questo la Dinamo ha costruito le sue vittorie, negli ultimi anni, e non ha certo intenzione di snaturarsi. Milano ha confermato di avere in Gentile e Samuels i due uomini capaci di fare più male alla Dinamo. I sassaresi invece hanno dato il meglio quando sono riusciti a ad accentuare la loro imprevedibilità. Sempre in attesa che arrivino i “cinque minuti”, la famosa fiammata che in tante occasioni ha permesso a Drake Diener e compagni di prendersi le partite.

E se a Sassari non c’è verso di battere Milano, ora la sfida è un’altra. Vincere oggi e riprovare a infrangere il tabù lunedì al palazzetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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