Firma nella notte, accordo raggiunto: Cellino passa la mano, il Cagliari è di Giulini
Lunga trattativa alla presenza dei legali e dei commercialisti dell’ex presidente rossoblù e del patron della Fluorsid
CAGLIARI. Settantadue due ore di limature e approfondimenti per dare l’addio al Cagliari. Una maratona estenuante, faticosa, complicata. Dopo ventidue anni Massimo Cellino ha messo una firma che vale 45 milioni di euro. Addio al rossoblù. Alla bandiera con la lettera A che, anche ieri notte - chissà se Giulini la farà togliere - ha sventolato strappazzata dal levante sul tetto della sede di viale La Playa. “Il nostro portafortuna” ha spesso ripetuto il patron. Da ieri, testa ed energie per il Leeds e l’Elland Road. In casa Cagliari arriva il re del fluoro. Tommaso Giulini, 37 anni (gli stessi di Cellino quando nel ’92 prese per sedici miliardi la società dalla famiglia Orrù), prende il club per 45 milioni di euro.
Dopo la caparra da otto milioni, versata venerdì scorso, altri venti nei prossimi giorni. Il resto, al centro delle rimodulazioni dello staff di commercialisti e avvocati. Insomma, è fatta. Il Cagliari, dopo boatos di vario e dubbio genere, arabi e americani, passa di mano. In città approda una famiglia per bene dell’industria italiana. A capo di un’azienda, la Fluorsid group, che fattura 400 milioni di euro nel settore minerario e del fluoro. Ad Assemini, area industriale di Macchiareddu, lo stabilimento conta 130 addetti e un indotto di 250 buste paga. Un gruppo leader e un presidente motivato.
Amante del pallone, Tommaso Giulini gioca in porta con la squadra dei dipendenti. Ma ieri non è stata una serata in discesa. La terza giornata no stop. Su dettagli di enorme importanza. Per capirci, l’ammontare globale dell’operazione non subisce variazioni di rilievo. Ma l’insieme dei cespiti ha richiesto le attenzioni degli specialisti. I 45 milioni di euro prevedono l’acquisto della squadra e del centro tecnico “Ercole Cellino” di Assemini. Rimangono nel portafoglio di Cellino, i terreni di santa Caterina a Elmas e la sede di viale La Playa: «L’ha creata mio padre, ha un forte valore affettivo» le parole dell’ex presidente. L’altro tema clou riguarda lo stadio Sant’Elia. Il via libera e l’iscrizione della squadra ha accelerato un quadro che si è aperto lo scorso 29 gennaio: «Ho apprezzato il riserbo e lo stile della famiglia Giulini» ha detto Cellino. Ieri, nel corso dell’incontro intorno alle 18 si era a un filo dal gol tanto che è stato redatto un comunicato stampa congiunto. Il cento per cento del Cagliari passa ai Giulini. Ma Tommaso, atteso da un viaggio di lavoro fuori dall’isola, ne entrerà in possesso dalla prossima settimana.
Ieri l’ultimo atto delle trattative si è aperto 16. In viale La Playa arriva Tommaso Giulini. Il numero uno di Fluorsid Group varca il cancello e saluta, senza fermarsi con i cronisti. Sorride. Alle 19 libera l’autista: si va per le lunghe. Appare Stefano Matalucci. L’advisor dell’industria mineraria taglia corto: «Entro un’ora non saprete nulla. Non siamo né vicini, né lontani. Ma siamo qui, è positivo». Alle 20.45 si ha conferma della redazione del comunicato stampa. Ma il quadro non cambia. Al secondo piano, sala riunioni, ci sono, oltre a Matalucci e i due patron, gli avvocati Bruno Gattai per gli acquirenti e Giuseppe Accardi per il club rossoblù. Cellino si alza, va avanti e indietro. Apre una finestra, Marlboro in mano. Alle 21.40 esce Matteo Stagno, segretario generale. No comment. Alle 22.15 lo staff di Giulini lascia la sede per mangiare un boccone. Mentre arriva anche il vice presidente del Cagliari, Giovanni Domenico Pinna. La trattativa continua nella notte, ma ormai il Cagliari ha cambiato padrone.
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