La Nuova Sardegna

Sport

Orgoglio ed emozione il paese si ferma per l’«amico di tutti»

di Pietro Oleotto
Orgoglio ed emozione il paese si ferma per l’«amico di tutti»

Maxischermo nella piazza davanti alla chiesa di Fatima e al fischio finale c’è chi fa festa con una inedita “pizza-Tore”

3 MINUTI DI LETTURA





SINISCOLA. Il tifo è alle stelle già prima dell’ingresso della Nazionale. E diventa tripudio quando le telecamere inquadrano il numero 12 di Salvatore Sirigu, il portiere del Paris Saint-Germain, originario della frazione marina di La Caletta, che sabato notte ha debuttato da titolare ai Mondiali di calcio nell’esordio dell’Italia contro l’Inghilterra.

E’ mezzanotte. Fa freschetto. Migliaia di siniscolesi sono riuniti davanti alla tv per non perdersi la partita, gasatissimi per il debutto in Brasile del loro concittadino arrivato in cima al mondo. A La Caletta nella piazza della chiesa di Fatima, la stessa dove Salvatore Sirigu ha iniziato a giocare a pallone da bambino, l’entusiasmo è incontenibile. All’inno di Mameli tutti schizzano in piedi davanti al maxischermo. C’è chi applaude. Chi esulta. C’è chi vedendo Sirigu in porta non riesce a trattenere le lacrime. «Lo conosciamo da quando è nato – afferma un gruppetto di abitanti – e siamo fieri di lui. Saperlo ai Mondiali è una gioia immensa».

L’arbitro fischia l’inizio della partita e partono i cori di giubilo. Un entusiasmo genuino, autentico, che contagia tutti. Persino i turisti e alcuni extracomunitari sventolano la bandiera tricolore e della Sardegna. La gente si accalca tra piazza e locali. Nei balconi compaiono striscioni di incitamento. Un pizzaiolo, Elia Mulargia, ha realizzato una pizza celebrativa, che raffigura il Cristo Redentore di Rio con la maglia del grande Sirigu. Per tutti è una notte mondiale. In piazza a La Caletta ci sono parenti, amici, ex compagni di classe ed ex docenti della stella del Psg e della nazionale italiana, accorsi per non perdersi il suo esordio in Brasile.

Salvatore Sirigu è ormai diventato un grande, e tra i pali dello stadio di Manaus non ha fatto rimpiangere Buffon, che a causa di un infortunio ha lasciato campo libero al suo vice di Siniscola, 27 anni, l’unico sardo del Mondiale. Nel cuore dell’Amazzonia, Salvatore Sirigu ha tirato fuori la tempra da leone, trascinandosi dietro la squadra. «Vederlo giocare a quei livelli è una gioia incontenibile – afferma una amica d’infanzia, Ylenia Bernardini – anche perché Salvatore ce la sta mettendo davvero tutta. Sapevo che avrebbe fatto una grande carriera. E’ rimasto l’amico sincero e leale di sempre».

«Siamo orgogliosi del nostro concittadino – affermano Paola Delogu e Katia Satta – che è un orgoglio di La Caletta, di tutta la Sardegna e dell’intera nazione». A Siniscola una festa di piazza organizzata dalla Leva ‘65 si è conclusa con la partita, diventando un tripudio di felicità. Un gruppo di giovani calciatori non perde un attimo del match. «Siamo felicissimi per Salvatore – affermano – perché è un campione e rappresenta la nostra generazione. Per tutti noi è un modello da seguire. Un punto di riferimento assoluto». Il cugino (nonché figlioccio) Sergio Barone non riesce a contenere l’esultanza. «Sono emozionato – dice – mi sembra quasi un sogno veder giocare Salvatore ai Mondiali. Sono orgoglioso e commosso. E’ davvero una bellissima soddisfazione per tutti».

La notte scorre via tra ovazioni e applausi. Al fischio finale esplode la festa. L’Italia ha vinto. E in campo a Manaus, assieme a Salvatore Sirigu, c’era tutta la sua terra.

Salvatore Martini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative