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IL CENTROCAMPISTA DEL PSG

Thiago Motta: «Io sono prontissimo»

dall’inviato
Thiago Motta: «Io sono prontissimo»

«Se giocherò al posto di Verratti è perché Marco deve rifiatare un po’»

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MANGARATIBA. C’era una volta un brasiliano, col passaporto italiano, che però gioca in Francia. La parola “mondiale” calza a pennello per Thiago Motta, candidato a una maglia da titolare domani contro il Costa rica. Anzi, parli con lui e capisci che forse è molto più di un semplice candidato.

Thiago Motta, pronto per l’uso?

«Prontissimo. Siamo in 23 che vogliamo giocare, in campo ci vanno in 11 ma mi sento bene. Un po’ tutti aspettano il loro momento, io per primo».

De Rossi ha detto: Thiago può giocare nel mio ruolo e ha anche più classe ed eleganza. Ma lei preferisce fare l’ interno o il regista basso?

«Ringrazio Daniele, ma credo abbia esagerato. Se Verratti non giocherà è solo per dare un po’ di riposo a un ragazzo che ha giocato tutte le ultime partite ed è stato anche debilitato dalla febbre».

Ah, quindi Verratti non gioca.

«Non ho detto questo. Lui sta bene ed è un grande giocatore, glielo dico ogni giorno anche al Psg».

Su, un po’ si è tradito.

«Ah ah, no, le scelte le fa il mister, io non so niente».

Chi l’avrebbe mai detto di dover temere il Costa Rica.

«In realtà oggi nel calcio non esiste più una squadra imbattibile, nessuno ti fa fare una passeggiata. Il Costa Rica ha battuto l’Uruguay perché ha giocatori di classe, che corrono e sono abituati a questo clima».

Già il clima.

«Ci siamo preparati bene, sono fiducioso».

E questi benedetti time-out? Lei cosa ne pensa?

«Sono molto importanti. La gente che ci guarda in tv e allo stadio chiede spettacolo, ma non è facile giocare 90’ ad alto ritmo in questo clima. Quindi ben vengano i time out».

Ha mai sognato di giocare con la nazionale brasiliana?

«No, mai».

Molto sicuro.

«Mi sento un italiano nato in Brasile e sono orgoglioso di indossare questa maglia. Sono andato via dal Brasile che avevo 15 anni, in Spagna ho subito apprezzato vita e gioco europeo ma solo in Italia ha sentito di essere davvero a casa».

Il Brasile ha steccato. Sorpreso?

«Scolari è questo. Le sue squadre non giocano un calcio spettacolare ma alla fine arrivano sempre in fondo».

Tornerà in Italia?

«All’Inter è stato bellissimo, abbiamo fatto la storia. Adesso in Francia mi trovo bene ma non chiudo le porte a un ritorno. Non si sa mai...».(a.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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