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Lodde dedica alla sua isola il doppio alloro europeo

di Barbara Mastino
Lodde dedica alla sua isola il doppio alloro europeo

Un breve riposo per l’olimpionico ozierese prima delle qualificazioni mondiali «Il calcio? Lo seguo poco: troppo protagonismo e poco rispetto per gli avversari»

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OZIERI. Con due medaglie d’oro sul petto dopo l’ultimo exploit che lo ha laureato campione europeo di tiro a volo nella specialità skeet, il trentaquattrenne ozierese Luigi Lodde, atleta dell’Esercito, ha pochi giorni per staccare la spina prima del Gran Premio in programma a Lonato il 20 luglio. Nel frattempo lo accolgono Ozieri e la Sardegna, e quelle spiagge dove rilassarsi per un po’ con la famiglia e con la fidanzata Maria.

«A loro in primo luogo, insieme a tutti i miei amici, ai tifosi, ai concittadini e agli sponsor Benelli e Fiocchi va la dedica per questa bellissima vittoria nel campionato europeo, un successo sofferto e che non mi aspettavo», ha detto ieri Luigi Lodde a poche ore dal rientro a casa.

In effetti la sua vittoria poteva essere auspicata da tanti ma non era attesa da lui, come egli stesso ha rivelato. «Sono arrivato a Sarlòspuszta stanco e deluso – racconta il campionissimo di skeet – perché ero reduce da una non bella prova nel campionato del mondo di Monaco dove, nonostante il 121 su 125, sono arrivato in basso. Non mi sentivo a posto, non in forma, e quindi sicuramente non mi aspettavo un successo del genere. Senza contare che la gara in Ucraina è sembrata da subito durissima: un tempo tremendo, con tre giorni di pioggia e poi un vento terribile che spostava i bersagli; piattelli pesantissimi e durissimi da abbattere, cosa che ha provocato tanti reclami e confusione nell’assegnazione dei punti. Un europeo che ha messo a dura prova tutti».

La gara di Luigi Lodde nell’europeo è stata infatti piuttosto travagliata: a cominciare dalle qualifiche, dove c’è voluto uno spareggio 3 su 4 per arrivare alle semifinali; lì Luigi ha sparato bene, ma ha perso del tempo sforando i trenta secondi consentiti («mi stavo concentrando per tirare bene e non ho proprio visto il dispositivo del count down, che era posizionato male e non si vedeva dalla postazione di tiro» ha spiegato Lodde) e oltre ad aver preso un’ammonizione che gli ha tolto gran parte della concentrazione faticosamente riconquistata ha rimesso tutti in gioco per un ulteriore spareggio.

Ed è stato qui che, prendendo un piattello in più dell’avversario, ha raggiunto la finale.

Ma neanche lì la ruota sembrava non voler girare: l’esordio lo ha visto sbagliare i primi due piattelli, poi la sua indole forte lo ha rimesso in pista, soprattutto a livello mentale, e gli ha consentito il ribaltamento del risultato con 13 piattelli abbattuti contro gli 11 del diretto avversario .

«Una vittoria inattesa e rocambolesca che mi riempie di gioia anche perché è stata accompagnata dal successo di tutta la squadra», ribadisce Luigi celebrando il primo posto della nazionale azzurra, con 367/375 piattelli contro i 362 di Cipro e i 359 della Germania, e ovviamente gli ottimi risultati dei compagni di squadra. “Grazie all’Italia che vince”, ha titolato un noto quotidiano sportivo nazionale anche - e forse soprattutto - in antitesi alla bruttissima eliminazione della nazionale di calcio nei mondiali del Brasile.

«Non mi andrebbe di fare commenti sul calcio perché è uno sport che seguo poco – dice Luigi Lodde, che come si sa è anche un giocatore e tifoso di basket –, e lo seguo poco perché lo vedo come una grande macchina da soldi dove manca il rispetto dell’avversario e ci sono troppi protagonismi. Tutto il contrario del tiro a volo. In Italia nel calcio c’è troppo fanatismo, anche se dovrebbe essere uno sport come un altro, e un’eliminazione da un campionato mondiale fa tantissimo clamore e diventa più importante di tante altre cose. Peccato, perché in Italia e in Sardegna ci sono ben altri problemi».

Ora, anche se per pochi giorni, Luigi Lodde si gode il calore della sua Sardegna e l’affetto della fidanzata, sempre presente al suo fianco, della famiglia e degli amici e si prepara ai prossimi appuntamenti.

Dopo Lonato, infatti, lo attende una lunga estate che culminerà a ottobre con la qualificazione mondiale in Azerbaijan, che con un buon risultato potrebbe già portare la qualificazione per le prossime Olimpiadi che si disputeranno in Brasile nel 2016.

L’Italia che vince non si riposa mai.

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