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Zeman, un’emozione rossoblù

di Roberto Muretto
Zeman, un’emozione rossoblù

Il tecnico si presenta: «Ho un grande entusiasmo, raggiungeremo la salvezza divertendo»

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INVIATO A CAGLIARI. «Sono venuto per regalare emozioni. Io vecchio? Da quando ho firmato col Cagliari sono ringiovanito». Zdenek Zeman ha rotto il ghiaccio con due battute che hanno strappato l’applauso dei tanti tifosi tenuti fuori a fatica dalla sala dove si è svolta la presentazione. Il tecnico boemo è in gran forma. Abbronzato, elegante (giacca blu), col solito sorriso sornione, che in una frazione di secondo si trasforma in una faccia serissima. Pronto a dare risposte brevi, cadenzate da una inconfondibile parlata, ma taglienti quando è necessario. Nessuna promessa, solo una richiesta: «Vorrei che il 10 luglio, giorno del raduno, la squadra fosse al completo». Un invito alla dirigenza a mettere subito a segno i colpi di mercato richiesti, per cominciare il ritiro con le idee chiare.

Stoccate. La prima per Daniele Conti. «Sì, credo che per esperienza lui possa essere il nostro leader nello spogliatoio. Anche se qualche cartellino rosso se lo potrebbe risparmiare. Una cosa è sicura, con me nessuno ha il posto assicurato». Poi una frecciatina a Mauricio Pinilla per il tatuaggio che si è fatto fare dopo la gara col Brasile: «Alcuni giocatori sono masochisti». Un segnale chiaro: il tecnico non tollera stravaganze.

La scelta. Il mister boemo è stato accolto con enfasi. Sa di avere una grande responsabilità perchè le aspettative sono tante. «Sono contento di essere qui, c’è entusiasmo e una nuova proprietà. Il Cagliari è un club in Serie A da tempo. Giulin mi pare sia un tipo tranquillo, a cui piace stare dietro le quinte. A me, invece, piace stare sul campo, mi piace lavorare con i giovani. Ringrazio la società per questa possibilità. Avevo già un accordo col Bologna, poi mi ha spaventato la situazione societaria e ho scelto un progetto interessante».

Il mercato. Un tasto che non tocca volentieri. «Perchè ogni mezzora le cose cambiano». Zeman ha dato una lista di giocatori al direttore sportivo Marroccu e a breve ci saranno altre novità. «Premesso che non esistono giocatori incedibili e che non mi sogno di tarpare le ali a nessuno, su Astori dico che non lo scopro io e per questo ha richieste importanti. Saremmo contenti se rimanesse con noi». Un tema scottante riguarda il rinnovo di contratto di Andrea Cossu, un beniamino dei tifosi, bandiera rossoblù da tanti anni. «Lo conosco dai tempi del Verona - ha spiegato - è un giocatore che ha fatto sicuramente bene: bisogna vedere quali motivazioni ha e quanto voglia di mettersi in gioco». Una non risposta che lascia aperta qualsiasi soluzione.

Il passato. Quello alla Roma sembra archiviato: «Non cerco rivincite, voglio solo fare bene. E poi perchè rivincite? La squadra in quella stagione aveva raggiunto la finale di Coppa Italia, a detta di molti giocava il miglior calcio del torneo, aveva battuto tante grandi. Sono stati valorizzati tanti giovani». Poi una stoccata a Daniele De Rossi col quale ha avuto un rapporto tormentato: «Mi chiedete se io ho sofferto lui? Forse lui ha sofferto me».

La Figc. Inevitabile parlare di Nazionale e di quello che è successo al mondiale. In Brasile l’Italia non ha fatto una bella figura. «Alla guida della Federazione metterei chi ama il calcio e non i soldi. E comunque chi vuole cambiare qualcosa». E difende Balotelli, andando, come ha sempre fatto, controcorrente: «Mi dispiace per quello che sta succedendo: prima era tutto incentrato su di lui. Poi ha sbagliato, ma con lui ha sbagliato tutta la squadra. La colpa non è solo sua».

Paragoni. A chi gli dice che sembra Scopigno dell'anno scudetto risponde: «Un bel personaggio, sarebbe bello fare come lui». Un motivo in più per far sognare tutta l'isola, anche se il progetto studiato dal presidente Giulini e dal suo staff prevede una crescita per gradi e mai il passo più lungo della gamba. «Non faccio previsioni - le parole di Zeman - ho troppa esperienza per non sapere che bisogna vedere quanto durano i progetti». Come a dire: molto dipenderà dai risultati sul campo.

Lo stadio. La nota dolente, anche se sono in corso i lavori per portare prima a dodicimila e poi a sedicimila la capienza del Sant’Elia. «L'unica cosa che manca al Cagliari è un impianto degno di questo nome. Per la situazione attuale c'è da spaventarsi, anche se la società sta facendo di tutto per mettere le cose a posto e fare in modo che tutto sia a posto per l’esordio in Coppa Italia. Ma se la situazione generale degli impianti è questa, è solo perchè non abbiamo saputo sfruttare bene l'occasione di Italia 90».

La promessa. Zeman non è abituato a farne, ma ieri si è sbilanciato. «I tifosi si divertiranno - ha concluso dopo una raffica interminabile di domande - Io posso solo dire che mi auguro di avere dei giocatori motivati, determinati, consapevoli che per raggiungere risultati di rilievo è necessario lavorare sodo e fare sacrifici. E bisogna farlo sin dal primo giorno del ritiro. E’ quello che chiederò a tutti. Io sono sereno, sapere che andrò in campo con tanti giovani mi fa bene alla salute, perchè mi fanno ridere e questo mi ringiovanisce. Giovane è anche il nostro presidente, ha trent’anni meno di me. Ma con lui c’è stato subito sintonia». L’avventura è cominciata, le aspettative sono tante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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