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Tridente, è il format che Zeman predilige

Tridente, è il format che Zeman predilige

Allenamenti durissimi quelli imposti dal tecnico boemo per un team sempre al top della condizione

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CAGLIARI. «La Spagna campione del mondo, dna Barcellona, ha lasciato i mondiali logora, noiosa, senza rimpianti. Quel tiqui taka è superato. In Brasile ho visto poche squadre giocare come penso io». Zdenek Zeman e il 4-3-3. Il format della casa. Attuato da pochi o nessuno in Italia. Anche in passato, sono pochi i tecnici che hanno lavorato con sei giocatori offensivi. Da Eriksson, Capello, Malesani e Zaccheroni, tutti a difendere con 3-4-3 e 4-4-2. Lui, no. Il vate dell'intensità giura fedeltà a tridente e difesa a quattro. Dai tempi del Foggia alla recente panca della Roma. «Una partita dura un'oretta. Anche un campione non tiene la palla per più di 2, 3 minuti. Nei restanti 57', cosa fa», è lo spot del boemo.

Collettivo, partecipazione alla fase difensiva, territorio da occupare nel modo migliore e il più vicino possibile alla porta avversaria: una cultura lontana dai canoni utilitaristici. Calcio d'attacco sempre e comunque, con anche nove giocatori oltre la palla. Rischioso ma divertente. Eppure, i tecnici concordano: gli schemi difensivi di Zeman sono sofisticati. «Attaccare è la miglior difesa», è l'sms dell'allenatore del Cagliari. Pressing alto e asfissiante - da qui la necessità di una condizione fisica perfetta per 90' -, rubare palla senza attendere l'errore altrui, ricerca della superiorità numerica. Ma anche avanzamento in blocco con una linea del fuori gioco molto alta. Di fatto, i due difensori centrali sono in parità numerica con le punte avversarie.

Nel calcio di Zeman le ripartenze sono veloci e il portiere ha un ruolo chiave: riavvia l'azione con rapidità e deve saper usare i piedi per gestire lo scarico palla dei compagni. Inoltre, è raro vedere due passaggi di fila senza avanzamento. Verticalizzazioni, inserimenti negli spazi e sincronia del collettivo.

I rischi ci sono: senza marcature a uomo, una sfasatura può mandare tutto all'aria. Se il gol è il sale del calcio, chi vede le squadre zemaniane si diverte. In più, i club gongolano perché sfrutta i giovani del vivaio. Insomma, Zeman sacerdote adatto per il Cagliari dell'era Giulini. «Conti? Con me il regista corre poco. Si adatterà», la risposta al capitano che appena firmato il rinnovo ha detto: "A 19 anni ho fatto la preparazione precampionato con Zeman. Stavo per lasciare il calcio!». (mf)

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