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L’era Zeman inizia tra sorrisi e speranze

L’era Zeman inizia tra sorrisi e speranze

Ieri i rossoblù sono tornati al lavoro, da oggi si fa sul serio

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CAGLIARI. «Contento? Se non lo fossi non sarei qui. Buon lavoro a tutti». Zdenek Zeman, alla sua maniera. Caustico, e motivato, pronto a far correre gambe e mente. L'allenatore del Cagliari accoglie i suoi. Una pattuglia giovane, orgogliosa, identitaria. «Sanno che si dà sempre il massimo, si aderisce alla perfezione al progetto e anche nella prima uscita con i boscaioli si deve seguire il nuovo spartito con la cattiveria e la concentrazione che fanno vincere sia queste amichevoli, sia con le migliori della serie A», il mantra di Francesco Marroccu.

Ad aspettare i 24 rossoblù tra nuovi (Capello, Longo, Benedetti, Balzano, Colombi, mentre Crisetig è arrivato in ritiro in nottata) e veterani, una cinquantina di tifosi con uno striscione rossoblù gigantesco: "Forza Cagliari". L'era Giulini si apre così. Asseminello è spazzolato dal maestrale. Per l'apertura stagionale fanno gli onori di casa Tommaso Giulini e Stefano Filucchi. Presidente e consigliere di amministrazione, volano leggeri. Il tempo delle parole è in soffitta. Da oggi, si cambia marcia. Con le riconferme di Conti e Cossu, il team dei bocconiani conferma di voler fare sul serio. La chiamata di Zeman è un ripartire da territori freschi, inesplorati, ricchi di aspettative. Un salto culturale che, come sempre, cela anche insidie.

Ma questo è il momento dell'ottimismo. Sano e realistico. Come quello che si deve avere sull'inferno Sant'Elia: nel settore Distinti operai e tecnici del club di viale La Playa hanno ultimato le vie d'esodo. «Entro il 15 luglio finiamo i lavori nel secondo anello della curva Nord», sottolinea Stefano Signorelli, nel cda giuliniano con la delega alle strutture. Sono stati di parola. E questo fa buon gioco nella serata che rimette assieme il gruppo capace di salvarsi per la decima stagione di fila nonostante due anni da incubo. Forse, anche per questo, Ekdal sorride. Lo svedese, primo ad arrivare all'appuntamento che apre la stagione 2014/15, rientra dall'infortunio alla spalla che l'ha bloccato nelle ultime cinque gare. Subito dietro, Pisano. Conti e Cossu arrivano assieme. «Ciao a tutti», urla Astori da dietro il finestrino. «Puntiamo a confermarlo», spiega Francesco Marroccu. Il direttore sportivo ha colto nel segno. Zeman e Giulini sono soddisfatti. E la campagna non è ancora chiusa: «Oggi incontro Matteo Mancosu che sta rientrando dagli Stati Uniti. Sapete che è un nostro obiettivo. Anania? È una delle possibilità in porta. I messicani? Uno straniero potrebbe arrivare, ne parliamo più avanti».

Marroccu - con il mercato che ufficialmente si è appena aperto, la chiusura il 2 settembre - fa ammuina: «Partiamo con un'ossatura collaudata e un gruppo di nazionali under, motivati e vogliosi, molto interessanti anche in prospettiva».

Insomma, il nuovo che avanza. Un Cagliari che cambia pelle. E comincia a scrivere un nuovo percorso. «Ci dobbiamo fidare, veniamo da annate sofferte, senza poter vedere la squadra giocare in casa, una cosa allucinante. Trieste e tutto il resto non sarà facile da dimenticare, ci vorrà molto tempo per mettersi tutto alle spalle», dice un sostenitore rossoblù. La sintesi è perfetta.

Mario Frongia

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