«Questa è casa mia adesso sono felice»
Andrea Cossu non sta nelle pelle per il rinnovo del contratto «Ho sempre sperato di restare, sono pronto a dare tutto»
CAGLIARI. Le vacanze trascorse con Daniele Conti a far giri di campo a Porto Cervo. Nel cuore, l’idea di dover emigrare. Lasciare i colori rossoblù: una seconda pelle, più che una maglia. Ieri, a sette ore dal raduno di Asseminello, sui titoli di coda, la fumata bianca: Andrea Cossu ha rinnovato. Con la firma di Conti, i primi tre punti in casa del club di Tommaso Giulini. Un successo che sa di buono. Per il Cagliari, per i tifosi, per l’intera regione. Il trequartista riparte da Zeman. Con la benedizione del presidente: «Sono state settimane difficili per me, per il direttore Marroccu e anche per Andrea. Abbiamo scelto un profilo basso. Ma oggi chiudiamo la partita Cossu con soddisfazione e un Cagliari più forte», le prime parole del patron. Le firme sul contratto annuale messo su dal direttore sportivo Marroccu arrivano alle 10.30.
Il numero 7 si presenta in sede tirato a puntino. Incassa i complimenti di Matteoli e del consigliere Filucchi e riparte per il settimo anno di fila in A in rossoblù. Cossu - cagliaritano della Fonsarda, classe ’80, 241 gare e 10 gol con il Cagliari - è il primo tassello del progetto “identitario” lanciato dal team presidenziale.
«Sono molto contento. Ero svincolato da 10 giorni, col passare del tempo mi guardavo attorno. Ma ho sempre sperato nel rinnovo».
Qual è la sensazione?
«Sono fiducioso: la nuova società ha portato aria nuova, si respira un’atmosfera importante. C’è voglia di fare e un progetto di lunga durata. Sono felicissimo di farne parte».
Cossu, capitolo Zeman. Che opinione si è fatto? «Persona schietta, tecnico competente. Parla in faccia, sa quel che vuole e coinvolge tutti. Ricordo le sue squadre: non è mai stato facile giocarci contro. Ci divertiremo».
La spaventa il 4-3-3?
«Affatto. Non mi preoccupa né il modulo né il ruolo. Sono pronto a giocare ovunque con le motivazioni migliori. Sposo la causa, il Cagliari apre una nuova storia».
Che idea ha della nuova proprietà?
«Partono col piede giusto. Un tecnico che fa scuola, tanti giovani e la voglia giusta per chiudere per sempre l’inferno legato allo stadio. Ora, per tifosi e squadra, club e ambiente, c’è da stare uniti».
Lei e Conti siete le chiocce del gruppo.
«Orgoglio e piacere in più. D’altronde, abbiamo sempre dato una mano ai nuovi».
Conosce qualcuno dei nuovi acquisti?
«Longo. Attaccante molto interessante».
Passo indietro, quanto è stato vicino all’addio? «Nell’ultima in casa con il Chievo ho salutato i tifosi con un groppo in gola: pensavo fosse la mia ultima partita in rossoblù. Sono davvero felice di essere ancora qui».
Ha notato, anche sulla tifoseria la società volta pagina. «Riavvicinare i tifosi è basilare, direi fondamentale. Con lo stadio a posto, è la nostra prima vittoria: il Cagliari è della sua gente. E se siamo una delle sette squadre che sta in serie A da più campionati di fila, non è per caso, una ragione deve esserci». (mf)
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