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Il Banco alla ricerca del pivot giusto

di Roberto Sanna
Il Banco alla ricerca del pivot giusto

Martedì notte la delegazione biancoblù è sbarcata a Las Vegas dove va a caccia del giocatore che completerà il roster

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SASSARI. La difficile arte di essere pivot a Sassari. la delegazione biancoblù è sbarcata a Las Vegas martedì notte e i tifosi attendono di conoscere l’ultimo nome che completerà il Banco edizione 2014/15. Manca il centro e non è un discorso semplice, perché Meo Sacchetti non va matto per i classici pivot che giocano spalle a canestro. Del resto, anche le grandi squadre ormai utilizzano spesso quintetti piccoli spostando sotto canestro i numeri 4.

L’identikit. Meo predilige avere come 5 titolare giocatori che sono in realtà dei numeri 4 capaci di difendere comunque nel gioco in post basso senza concedere voragini. Li vuole anche veloci per coprire il campo il più velocemente possibile nella transizione. E vuole anche che abbiano come soluzione un tiro frontale da 4/5 metri, perché lui in attacco vuole l’area sempre libera per permettere le penetrazioni degli esterni oppure soluzioni (rare) spalle a canestro di altri giocatori (lo scorso anno Caleb Green e Thomas, per esempio, due stagioni fa Thornton). In più devono avere anche molta pazienza, palloni ne vedranno pochi. Anche se forse con l’addio dei Diener, qualcosa potrebbe cambiare. Sta di fatto che è un mix difficile da trovare e un buon giocatore con tutte queste caratteristiche, rischia di costare uno sproposito ed è meglio muoversi con cautela. Anche perché la storia biancoblù in Serie A dimostra che non sempre è andata bene.

Stagione 2010/11. Il primo amore non si scorda mai: Othello Hunter, il migliore in assoluto. Meo lo vede in una Summer League e se ne innamora, Pinuccio Mele gli fa il regalo. Othello comincia male e chiude alla grande, si vede che ha stoffa. Infatti è stato uno dei migliori della finale scudetto e ha firmato per l’Olympiacos.

Stagione 2011/12. Si comincia con Kito Benson, un rookie, ed è il peggiore mai visto. Il veterano Steven Hunter è rotto, Metreveli tradisce le speranze e alla fine dalla Legadue arriva Tony Easley. Leggero, gregario, ma è l’uomo giusto e la squadra arriva in semifinale.

Stagione 2012/13. Si ricomincia con Easley, che a un certo punto fa le bizze. Dane Diliegro passa alla storia per le spanciate di junk-food e un quoziente cestistico non esaltante. Così arriva Drew Gordon ed è amore a prima vista. La corsa finisce con Cantù e tutti rivorrebbero Drew.

Stagione 2013/14. Linton Johnson, The President, non ingrana in campo e nemmeno nello spogliatoio. Così dal cilindro rispunta Drew Gordon, che prima illude e poi delude, sembra un cugino bolso di quello visto l’anno prima. Eze è un centro vero ma ha poca autonomia, Tessitori migliora in corso d’opera ma viene fermato da un infortunio.

Stagione 2014/15. Finora squadra giovane, atletica, aggressiva. Serve uno all’altezza, può essere l’innesco della bomba.

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