Castelsardo, dalle stelle alla polvere
Dopo le dimissioni irrevocabili di Palmas non c’è più certezza per il futuro
CASTELSARDO. Dall’altare alla polvere. Si potrebbe sintetizzare con due parole l’attuale situazione che regna in seno al Castelsardo. Da qualche giorno, infatti, il presidente Antonello Palmas, con una breve lettera indirizzata al sindaco e al consiglio comunale, ha rassegnato le dimissioni, “irrevocabili”. Dunque, non c’è più una dirigenza, neppure un potenziale gruppo che provi a trovare una soluzione o una scorciatoia per scampare al grave pericolo che si vede all’orizzonte. Alla fine del prossimo mese inizierà il torneo regionale di Coppa Italia, ma il Castelsardo, a parte l’iscrizione in extremis, è ancora privo di una rosa di giocatori, e di un allenatore che possa iniziare da subito la preparazione. Davvero, una situazione tragica. Dopo il trionfo, in seguito alla vittoria del campionato e alla promozione in Eccellenza, tutto sembrava correre liscio. Addirittura, si pensava ad una formazione competitiva tale da battersi per le primissime posizioni. E’ convinzione di tanti che il Castelsardo meriti una squadra di un certo livello. Perché, per un centro turistico come il Borgo dei Doria, la partecipazione ad un campionato nazionale dilettanti significa promozione turistica. I progetti, però, per poter essere realizzati, hanno bisogno di gambe solide. In questo caso, soprattutto, di un gruppo di persone capaci e disposte ad assumersi anche il carico dell’onere finanziario. All’inizio, è apparsa, una cosa fattibile. Hanno aderito al progetto un numero di 12 persone, tra cui imprenditori locali e non, associazioni sportive minori e un movimento politico. Sulla carta, l’obbiettivo da raggiungere, cioè l’allestimento di una squadra competitiva e il rilancio del settore giovanile, sembrava alla portata di mano. Con uno sforzo congiunto e con l’aiuto dell’amministrazione comunale, che aveva garantito la sua disponibilità, il gruppo poteva essere ampliato e portato a 20. Il massimo richiesto per l’operazione. Ma, con il tempo, le cose sono precipitate, a tal punto che adesso soltanto un miracolo potrà raddrizzare le sorti della società sportiva. Cosa potrà succedere? Qualsiasi previsione, attualmente, non ha fondamenta. C’è solo, come in ogni cosa, quel filino di speranza, che è l’ultima a morire. Quindi, è bene non essere catastrofisti. Cosa farà, ora, l’amministrazione comunale? Il presidente dimissionario potrà ripensarci? Su queste due interrogativi, c’è materia per discutere. Cerchiamo, nel frattempo, di azzardare qualche risposta. Sulla prima, è ancora prematuro, perché l’amministrazione comunale in soli pochi giorni non può prendere alcuna iniziativa riparatrice. Proviamo, invece, ad analizzare, in prospettiva, un possibile rientro di Palmas. Nella conferenza stampa tenuta dall’ex-presidente del Castelsardo, è emerso che le dimissioni potrebbero “essere revocate, se dovessero esserci risvolti positivi”. Uno spiraglio, alla fine, è rimasto ancora in piedi. Scartata, ormai, la possibilità di un direttivo composto da 20 persone per garantire, appunto, una squadra competitiva, si potrebbe ridimensionare il progetto iniziale, molto ambizioso ma costoso, che avrebbe consentito di competere con le grandi; dunque, accontentarsi di partecipare all’Eccellenza senza grandi aspettative.
Giovanni Canu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
