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L’automobilismo sardo piange Sergio Farris

L’automobilismo sardo piange Sergio Farris

Un infarto ha stroncato a 73 anni il protagonista della Scala Piccada e di altre mille corse isolane

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SASSARI. Lutto nel mondo dell'automobilismo sportivo isolano: ieri ad Alghero un infarto ha fermato per sempre il cuore di Sergio Farris, storico alfiere dell’automobilismo isolano.

Settantatre anni compiuti a giugno, spirito guascone che contraddistingueva i piloti della sua generazione, Farris aveva iniziato a correre all'inizio degli anni Sessanta divenendo uno dei protagonisti delle strade sarde, e non solo. Aveva legato la sua avventura agonistica soprattutto alla Alghero-Scala Piccada. La regina delle corse automobilistiche isolane lo ha visto tantissime volte recitare un ruolo da protagonista e sul traguardo del colle della Siesta ha trionfato l'ultima volta nel 1980 con l'Osella Pa62000. Algherese purosangue, Farris ha vissuto per lunghi anni a Sassari, dove gestiva una concessionaria di auto, mantenendo però il suo particolare rapporto con Alghero e con la Scala-Piccada, manifestazione cui teneva particolarmente e per la quale si batteva con fervore perchè fosse riproposta nel miglior modo possibile. Aveva trasmesso la sua passione per i motori e le corse al figlio, Sergio junior, che ha seguito passo passo nella sua crescita agonistica, crescita che ha visto il talentuoso rampollo primeggiare anche a livello nazionale imponendosi più volte nel Trofeo Italiano della velocità montagna confrontandosi da pari a pari con i più forti specialisti nazionali.

Farris senior che, come lui stesso ricordava spesso, aveva rischiato più volte la vita al volante, ieri si è arreso dopo una giornata trascorsa in compagnia dell’amico algherese Roberto Salaris, con il quale aveva appena guardato in tv il Gran premio di Germania di Formula1. Stava trascorrendo un pomeriggio tranquillo ma il suo cuore, che già anni addietro gli aveva dato qualche problema, ha iniziato a fare i capricci. L’immediato ricovero all'ospedale di Alghero è stato inutile. Una ventina di giorni fa aveva subito un intervento all'addome, superato brillantemente, tanto che sabato si era concesso anche una giornata di pesca. Ancora incerta data e luogo del suo funerale.

Ora rimane un sedile vuoto, ed è grande l'amarezza che resta nel mondo dell'automobilismo sportivo sardo.

Roberto Spezzigu

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