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Presidenza della Figc, dopo il caso Tavecchio si fa avanti Albertini

Presidenza della Figc, dopo il caso Tavecchio si fa avanti Albertini

L’ex giocatore del Milan ieri ha presentato la candidatura Il presidente della Lega Dilettanti travolto dalle polemiche

28 luglio 2014
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ROMA. La Fiorentina scarica Carlo Tavecchio. Nel giorno in cui scade il termine per la presentazione delle candidature e parte ufficialmente la corsa per la presidenza della Figc, lo scivolone su «stranieri e banane» costa a Tavecchio il ritiro del sostegno da parte del club viola. «La Fiorentina, fedele ai propri valori etici e civili, alla luce della recente affermazione del signor Tavecchio, ritiene non più sostenibile la sua candidatura» dice il presidente viola, Mario Cognigni.

Un pezzo che viene meno dal massiccio sostegno che comunque il numero uno dei dilettanti continua ad avere. Intanto Demetrio Demetrio Albertini ha formalizzato anche la sua candidatura, sfidando così ufficialmente Tavecchio nell'assemblea in programma l'11 agosto. L'ex giocatore del Milan e della nazionale ha presentato il suo programma alla segreteria federale, con le firme di accredito delle due componenti tecniche, l'associazione calciatori e l'associazione allenatori. Secondi i numeri, Albertini non avrebbe chance, ma Tavecchio, partito con il sostegno della quasi totalità dei club, dalla serie A ai dilettanti, rischia ora di passare due settimane sulla graticola mentre il fronte in suo favore comincia a mostrare le prime crepe. Chi punta su di lui per far partire una riforma del calcio, da Beretta ad Abodi, a Macalli, ha già fatto quadrato, parlando di strumentalizzazione di una frase infelice, però dopo il sabato di bufera - con il web intasato di commenti tra l'ironia e rabbia e un fuoco di fila di attacchi dalla politica - anche la domenica non ha risparmiato critiche al presidente dei Dilettanti e qualcuno sta rivalutando la sua posizione. La sfida è dunque partita, non sotto le migliori stelle: Aic e Aiac continuano a sostenere l'ex giocatore del Milan e della Nazionale che vuole comunque giocarsi le sue chance. L'11 agosto il voto finale che metterà sulla poltrona di Via Allegri il successore di Giancarlo Abete. Con un compito non facile: rimettere in piedi il calcio italiano tornato a pezzi dai mondiali brasiliani e ridare subito alla nazionale un nuovo ct. Sulla vicenda Tavecchio era interveuto anche Matteo Renzi: «Quell’espressione è inqualificabile - ha detto il premier - parlando calcisticamente direi che è stata un clamoroso autogol».

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