Tavecchio va avanti Il Cagliari è con lui ma il fronte traballa
La Fifa chiede un’inchiesta sulle frasi razziste del candidato alla guida della Figc. Fiorentina e Sampdoria si smarcano
MILANO. Da candidato condiviso a elemento destabilizzante; da uomo di “unità” della Lega calcio e personaggio per alcuni “impresentabile”. La posizione di Carlo Tavecchio come candidato alla successione di Abete, contrapposto a Demetrio Albertini, scricchiola dopo le dichiarazioni di tenore razzista rilasciate nei giorni scorsi a proposito degli stranieri che giocano in Italia. Ieri sono scese in campo addirittura la Fifa e l’Unione Europea, e nel frattempo il fronte pro-Tavecchio all’interno della Lega ha registrato qualche defezione. Il Cagliari, che sin dall’inizio si è allineato alla maggioranza dei club di serie A nell’appoggio a Tavecchio, non sembra avere cambiato idea.
Il fronte scricchiola. Con la Juventus e la Roma, che sin dall’inizio si sono opposte alla candidatura dell’attuale presidente della Lega Dilettanti, anche la Fiorentina si è defilata apertamente: il presidente viola Mario Cognigni non ha usato mezzi termini: «la Fiorentina, fedele ai propri valori etici e civili, alla luce della recente affermazione del signor Tavecchio, ritiene non più sostenibile la sua candidatura». Anche la Sampdoria, attraverso il suo presidente Massimo Ferrero, ha manifestato la propria contrarietà. «Così non si può continuare – ha detto –. La Lega di Serie A non può far finta di nulla. I presidenti devono rivedersi al più presto e rivalutare la posizione. Rischiamo il commissariamento della Figc». Ieri anche l’ad juventino Beppe Marotta ha rincarato la dose, definendo Tavecchio “inadeguato”.
Fifa e Ue in campo. L’organo che governa il calcio a livello mondiale ha sollecitato della Federcalcio affinchè indaghi sui «presunti commenti razzisti da parte di uno dei candidati alla presidenza». Nella lettera recapitata dalla Fifa negli uffici di via Allegri, si sottolinea come la lotta al razzismo sia “una priorità assoluta”. E che «i dirigenti della comunità calcistica sono tenuti ad agire come modelli di riferimento nella lotta contro il razzismo». «La Fifa – ha fatto sapere il presidente uscente Abete – avrà una risposta entro fine mese». Anche la Commissione europea è entrata nel dibattito, lodando il richiamo della Fifa e sottolineando che «la non discriminazione è la pietra angolare della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea».
Il Cagliari non cambia idea. Se è vero che il fronte pro-Tavecchio sembra al momento ancora compatto, la presa di posizione pubblica di Fiorentina, Sampdoria e le perplessità espresse a microfoni spenti da qualche altro dirigente potrebbero innescare una reazione a catena, alla quale non sembra volersi unire il Cagliari. La società del presidente Giulini, che si è presentata come una vera ventata di aria nuova nel panorama calcistico italiano, resta ben coperta all’interno del gruppone che tirerà la volata a Carlo Tavecchio. Tommaso Giulini, che nei giorni scorsi aveva evitato di rilasciare dichiarazioni pubbliche a proposito del della gaffe razzista del candidato alla presidenza della Figc, ieri è stato chiaro: «Tavecchio ha fatto un brutto autogol, ma non un fallo da espulsione», ha detto in sintesi. «Abbiamo discusso in Lega i punti che tutti riteniamo fondamentali per attuare le necessarie riforme nei prossimi due anni – ha detto Giulini –. Riforme basilari e a prescindere dal candidato quello che conta è avere una maggioranza il più ampia possibile che aiuti a portare a compimento in fretta queste riforme e la frase poco felice di Macalli non può distruggere il lavoro fatto dal presidente Lotito e dal presidente Agnelli nelle scorse settimane per votare un programma. Un programma che per me non cambia di una virgola e quindi non vedo la necessità di riunirci nuovamente se almeno cinque o sei società tolgano l’appoggio a Tavecchio. Ma questo solo per la scelta della persona non per le idee che sono condivise sia da Tavecchio che da Albertini».
I due candidati. «La frase di Tavecchio si commenta da sè – ha detto Demetrio Albertini –, ci ha messo in grave difficoltà a livello internazionale. Noi chiediamo rigore ma siamo i primi a dover dare il buon esempio. Non so se pra avrò un maggiore appoggio, sento comunque il sostegno di tanti presidenti e tanti tifosi. In settimana ci saranno diversi incontri e poi faremo il punto, anche dopo avere incontrato il presidente Malagò». Questa l’autodifesa di Tavecchio, fatta a margine della presentazione dei calendari della serie A: «In un contesto di una presentazione durata oltre un’ora – ha detto –, ammetto di aver sbagliato e ho chiesto una, due, dieci, venti volte scusa. Ma per il mio vissuto, privato e pubblico, posso dire che poche persone hanno fatto quello che ho fatto io per il terzo mondo. Per me parlano i fatti. Il provvedimento che ha messo in condizione 10 mila soggetti extracomunitari di poter essere schierati in campo è stato preso un anno e mezzo fa dalla Lega Dilettanti che presiedo».
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