Due studenti polacchi scoprono la vela latina col progetto Erasmus
SASSARI. Delfina Kowalska e Filip Wrotek sono due studenti polacchi che, grazie al progetto europeo Erasmus, hanno trascorso un periodo di studio a Sassari, seguendo i corsi della facoltà di...
SASSARI. Delfina Kowalska e Filip Wrotek sono due studenti polacchi che, grazie al progetto europeo Erasmus, hanno trascorso un periodo di studio a Sassari, seguendo i corsi della facoltà di Veterinaria. La loro esperienza è stata positiva grazie anche all’Esn (Erasmus Student Network), organismo studentesco che promuove la mobilità degli studenti. Attraverso le segnalazioni dell’Esn, Delfina e Filip son venuti a sapere della possibilità di partecipare a manifestazioni veliche. La prima occasione è stata offerta dal campionato Vento de l’Alguer, iniziativa della sezione algherese della Lega Navale Italiana. «A quella veleggiata abbiamo partecipato in tanti – racconta Filip, che ha esperienza e ha fatto vela nel Baltico – È stata una bella opportunità. Fare vela in Mediterraneo è diverso, più semplice e piacevole. Fa caldo, il mare è trasparente e pulito e poi il paesaggio del golfo di Alghero è fantastico. Da noi c'è più avventura». Anche Delfina ha un bel ricordo dell’esperienza algherese. Ci tiene a ringraziare Ingrid Crabuzza, la comandante della barca su cui è stata ospite. Ma il suo entusiasmo è alle stelle soprattutto per due più recenti esperienze fatte con la vela latina. «Sempre dall’Esn abbiamo saputo della rievocazione storica del Viaggio del Postale. A bordo della barca che ha fatto il viaggio da Stintino a Porto Torres, portando la posta come si faceva un tempo, eravamo 7 stranieri: 3 polacchi, 2 spagnoli e 2 turchi». Dopo l’esperienza del Postale, Delfina e Filip partecipano al Raduno dei 45, una vera regata a vela latina. «Un’esperienza straordinaria – racconta Filip – Le barche tradizionali sono bellissime e una simile opportunità non l’avrei avuta altrove. Andare in barca a vela è possibile praticamente ovunque, in mare o sui laghi. Ma navigare su una vela latina è affascinante, anche perché è più complicata da condurre». «Poi queste barche fanno parte della vostra storia – continua Delfina – e le persone che le mantengono efficienti la conoscono e la raccontano volentieri. Sull’Auriga, la lancia su cui sono stata ospite, mi hanno spiegato tantissime cose, è stato davvero interessante. A breve tornerò in Polonia ma prima voglio andare a Porto Torres a visitare il Museo del Mare».
Antonio Mannu
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