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Forza e rapidità: Villagrande rilancia sa strumpa

Forza e rapidità: Villagrande rilancia sa strumpa

In gara nel centro ogliastrino atleti di mezzo mondo Appuntamento venerdì per una serata tra sport e cultura

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VILLAGRANDE. Se lo sport è spettacolo, forza e scaltrezza, non c’è dubbio che quello che andrà in scena venerdì a Villagrande Strisaili è Sport con la S maiscuola. Nel centro ogliastrino è in programma la diciannovesima edizione del torneo internazionale di “strumpa” organizzato nella panoramica piazza Sennorigau in accoppiata con il nono Torneo “Juntos” (unione di popoli). Parteciperanno atleti provenienti da diversi paesi europei.

Ma che cosa è “sa strumpa”? Il nome proviene dal sardo istrumpare e significa buttare bruscamente a terra. E’ la più antica delle forme di lotta e costituisce un pezzo di cultura dell’isola tramandata di generazione in generazione con la pratica e con i racconti dei nonni. Per gli storici è “archeologia vivente” e la tesi trova conferma in numerosi bronzetti nuragici e, soprattutto nei giganti scoperti nel Silis: una trentina tra guerrieri arcieri, lottatori e pugili alti più di due metri ritrovati nel 1974 a Monti Prama e risalenti all’ottavo o settimo secolo avanti Cristo.

Per circa tremila anni “sa strumpa” era il gioco che animava le feste, le tosature, le baldorie dei giovani chiamati alle visite di leva. Nei pochi minuti dell’incontro contava soprattutto lo spirito di appartenenza, il nome del paese, l’onore della Sardegna. Non vi erano regole scritte, ciascun paese sceglieva le mosse più congeniali e così sono nate regole aperte alle più diverse interpretazioni. Di vincolante ci sono solo le posizioni di inizio combattimento.

Sa strumpa si pratica partendo da una posizione ben definita. Al via dell’arbitro, i lottatori si sistemano in piedi uno di fronte all’altro. La presa avviene portando un braccio sotto l’ascella e l’altro sopra la spalla dell’avversario; la guancia destra sfiora quella del lottatore rivale, una mano impugna l’altro polso o l’altra mano dietro la schiena dell’avversario stringendolo saldamente. Non è consentita altra forma di presa e non è permesso combattere lasciando la presa nè aiutarsi appoggiando le mani sull’avversario.

Per vincere servono forza, equilibrio e destrezza. In realtà “sa strumpa” significa squilibrare l’avversario facendo ricorso a qualsiasi tecnica di gamba, trazione, spinta o sollevamento. Basta essere più furbi e non perdere l’equilibrio. Più che la forza è la tecnica che fa la differenza, l’abilità, che in sardo viene tradotta con il termine “trassa”. La lotta si interrompe quando uno dei due lottatori cade al suolo evitando così l’incattivirsi dello scontro.

A sa strumpa è sempre stata riconosciuta una valenza educativa tanto che generazioni di bambini sono cresciuti nella convinzione che nello sport come nella vita non bisogna arrendersi davanti ad avversari più dotati di forza fisica, perché spesso ad avere la meglio è l’abilità. L’antica lotta sarda insegna la precisione e il rispetto rigoroso delle norme tanto che chi prova a barare è cacciato dagli stessi atleti. La vittoria rubata non conta. Vince chi è più leale, più bravo e più coraggioso. E chi vince non ha mai portato a casa grosse somme di denaro come in altre disclipline. Il premio più grande è sempre stato, e continua a essere, il rispetto della comunità.

La disciplina, pur con qualche variante, è stata praticata in tutta la Sardegna, dal Sassarese, dove veniva chiamata “strampacare”, all'Anglona e alla Gallura (s’aghintà), dall'Oristanese (“chintu partidu”) a s'istrumpa della Barbagia, e a sa strumpa dell’Ogliastra e del Campidano. E proprio in Ogliastra - in tempi relativamente recenti - sa strumpa ha trovato un gruppo di appassionati di sport e di tradizioni popolari che è riuscita a recuperarla e rilanciarla. Ollolai prima e Villagrande dopo, sono diventati le capitali della disciplina e un punto di riferimento importante non solo per l’isola.

La manifestazione di questo fine settimana conferma il buon lavoro svolto dall’associazione ASD Sa Strumpa e l’attenzione che questo tipo di iniziative ha in altre realtà per certi versi simili alla nostra. A Villacidro ci saranno lottatori di Scozia, Austria, Islanda, Castiglia, Bretagna, Brasile e Senegal. Tutti con la loro esperienza e con la voglia di confrontarsi a mani nude, spalla contro spalla, senza trucchi e senza inganni.

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