Poveri ma orgogliosi, Regione dove sei?
Gabriele Rubiu, motore della manifestazione, lancia un grido d’allarme
SASSARI. Parli di lotta e non puoi non pensare ai muscoli e alla forza bruta. E’ un riflesso condizionato che però ha poco a che vedere con “sa strumpa”, una antica disciplina che celebrerà l’appuntamento più importate dell’anno venerdì sera a Villagrande Strisaili. Anche Gabriele Rubiu, il motore della manifestazione, non ha il physique du role degli antici guerrieri nuragici ma la stessa grande passione per una disciplina che unisce tradizione e modernità, destrezza e astuzia, solitudini e un grande senso di solidarietà.
Come nasce la voglia di riscoprire sa strumpa?
«In Ogliastra e in altre zone del Nuorese la lotta è un pezzo di cultura tramandato di generazione in generazione. Negli ultimi anni abbiamo scoperto che tradizioni analoghe esistono in altre realtà geograficamente simili alla nostra e stiamo lavorando per difendere questo piccolo patrimonio di diversità».
Perchè proprio a Lollolai e Villagrande?
«Sono stati i due centri che hanno lavorato meglio e che da ormai vent’anni, nel nostro caso, sono riusciti a darsi un’organizzazione e delle regole».
A Villagrande sa strumpa si insegna anche nelle scuole.
«Sì, da qualche tempo abbiamo coinvolto anche gli insengnanti e i ragazzi che elementari e delle medie. Devo dire con grande successo. Siamo convinti che la scuola possa fare molto per tenere viva una tradizione così bella e credo che possa fare molto anche la Regione».
Invece...
«Invece per il momento non abbiamo grandi aiuti. Ci stiamo arrangiando con quei pochi contributi che riusciamo a raccogliere e con una grande passione».
Però anche quest’anno avete organizzato una grande edizione del Torneo Internazionale.
«Crediamo di sì. Venerdì si sfideranno nella piazza principale del paese atleti provenienti da diversi paesi europei e da altri continenti. Ospiteremo ragazzi in arrivo dalla Francia, dalla Spagna, dall’Austria, dala Scozia, dall’Islanda, dal Brasile e dal Senegal. Ci saranno poi i migliori lottatori sardi: una settantina di atleti che si sfiderano dal primo pomerigio in match senza rivincite».
Come avete fatto?
«Ospitiamo tutti in case private o in bed and breakfast che ci fanno prezzi di favore. Coinvolgeremo tutto il paese e altri centri vicini. Tutto solo per passione».
Non si vince nulla?
«Si vince tanto. Si vince stima, amicizia, esperienze con persone di altri paesi che hanno coltivato le stesse tradizione e, in tanti casi, le stesse speranze. Mi creda non è poco».
Faccia un appello ai politici. Sa strumpa va sostenuta perchè...
«Perchè è una tradizione tutta nostra, perchè è uno sport pulito e perchè è giusto non diperdere certi valori. Pensi che in altre regioni, in Islanda piuttosto che in Bretagna, la lotta è considerata sport nazionale. Ci sono tornei tutto l’anno e grande attenzione da parte delle istituzioni. Qui quando bussi a certe porti ti trattano come se stessi chiedendo l’elemosina. Ovviamente non è così ma è difficile farlo capire. Forse bisognerebbe portare sa strumpa anche a Cagliari».(a.l.)
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