Stintino e la vela latina: Diana rilancia la sfida
Appello del sindaco alle marinerie, agli armatori e alla classe politica sarda «Abbiamo recuperato un patrimonio, lavoriamo tutti insieme per difenderlo»
STINTINO. La vela latina non vive un bel momento: scarse presenze alle regate nonostante incontri e buoni propositi. Un appuntamento per ragionare in proposito si tiene venerdì 8 agosto a Stintino. Sul tema abbiamo parlato con il sindaco Antonio Diana. «La vela latina è un pezzo della mia vita. Con la Cooperativa Turistica Stintino ero coinvolto nelle ragete stintinesi in prima persona. E da amministratore ho seguito lo sviluppo della manifestazione».
Oltre alla riscoperta c'è un legame con la storia propria di Stintino?
«Certo, e con la Regata si sono risvegliate passioni e memorie. Sino a poco tempo fa qui le barche da pesca avevano a bordo vele di riserva. Anche la Maria Adelaide, la barca di famiglia su cui ho pescato, costruita nel 1923. E' passata da mio nonno a mio zio, poi a me. Le vele le ho ancora a casa. Sono di cotone, vele di un tempo. Ma sono in discrete condizioni, conservate con cura».
La vela latina ha conosciuto la rinascita, diventando fenomeno importante. Poi il declino. Quali le ragioni?
«Qualcuno ha perso entusiasmo, qualcuno, fondamentale, ha dovuto lasciare per problemi di salute. Ed è venuta a mancare l'unità tra gli organizzatori. La Regata era diventata grande, non è semplice gestire un simile evento, occorrono chiarezza e coesione, non si può viaggiare da soli. E' necessario un progetto condiviso da tutti: amministrazione, associazioni e marinerie».
In passato è mancata. Le ragioni della frattura?
«Anche divergenze su regolamento e natura della manifestazione. Un grande evento dovrebbe avere un aspetto sportivo e uno culturale, storico e memoriale. Non tutti gli appassionati di vela latina sono interessati all'agonismo. C'è la passione per barche che dicono una storia, si va in barca per stare in buona compagnia e chi partecipa vuol vivere una festa. Le diatribe eccessive allontanano. La Regata poi era un'occasione per intrecciare rapporti e Stintino pensa a collaborazioni con altri paesi mediterranei. Un grande progetto di vela latina, sportivo e culturale, potrebbe far parte di certi percorsi. Ma bisogna lavorare insieme»..
Stintino ha un forte legame con l'Asinara. Pensa che la vela latina possa avere un futuro sull'isola?
«Credo che per il Parco la vela latina potrebbe essere un'opportunità, viceversa l'Asinara può essere un'occasione per la vela latina. Si parla della nascita di un centro velico: si potrebbero proporre anche corsi su barche a vela latina, sarebbe una scelta lungimirante perché si tratta di una tipicità della nostra isola che non è facile incontrare altrove».
Antonio Mannu
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