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Simone Pianigiani ottimista «Il tifo di Cagliari ci aiuterà»

Simone Pianigiani ottimista «Il tifo di Cagliari ci aiuterà»

CAGLIARI. L’operazione Europei è iniziata ufficialmente ieri. Nell’ambiente azzurro si respira tanta voglia di fare bene, di confermarsi tra le prime otto squadre in Europa per dimostrare che quanto...

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CAGLIARI. L’operazione Europei è iniziata ufficialmente ieri. Nell’ambiente azzurro si respira tanta voglia di fare bene, di confermarsi tra le prime otto squadre in Europa per dimostrare che quanto è successo lo scorso anno, con le vittorie su Grecia, Turchia e Finlandia, non è stato frutto del caso.

«Sono sereno e fiducioso in questo gruppo-spiega il coach azzurro Simone Pianigiani, che non nasconde la gioia per essere tornato in Sardegna, dove l’anno scorso il pubblico del PalaSerradimigni tradxcinò gli azzurri contro Turchia e Repubblica Ceca –. Sappiamo che tutto è stato organizzato per il meglio. Questa non è solo una regione in cui il basket, grazie soprattutto alle prodezze della Dinamo, è in costante sviluppo, ma è un luogo in cui la passione verso la palla a spicchi è genuina, senza isterismi. E ciò è proprio quello di cui ha bisogno il mio gruppo, formato da tanti giovani».

«Ho detto spesso – ha preoseguito il responsabile tecnico della selezione azzurra – che questa Nazionale è formata da ragazzi che hanno una bella faccia, anche quando commettono degli errori, perché non si risparmiano mai. In questi mesi di ritiro sono cresciuti tanto e ora davvero non vedono l’ora di cimentarsi con il parquet».

Resta l’incognita del mini girone a tre squadre e del valore della Russia, una tra le più forti compagini europee.

«Non sarà facile- continua il coach toscano- a molti dei miei ragazzi manca ancora la malizia internazionale e saranno tutte partite secche, senza troppe possibilità di porre rimedio ad eventuali sbagli. Sicuramente fra le nostre avversarie la Russia è la squadra da battere, forte fisicamente, ma non sottovaluterei neppure la Svizzera. Ormai non esistono più le squadre materasso, quindi dovremmo giocare con la massima concentrazione contro chiunque, sperando sempre nell’aiuto del sesto uomo, il caloroso pubblico della Sardegna». (mgo)

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