Aradori parla da chioccia «Siamo già un bel gruppo»
Basket, gli azzurri di coach Pianigiani continuano la preparazione a Cagliari L’ex giocatore di Cantù: «Con la Russia sarà dura. La Dinamo? Splendida realtà»
CAGLIARI. Da qualche giorno in città, la nazionale di basket continua ad intensificare i carichi di lavoro, in vista della gara di mercoledì a Mosca contro la Russia. Il clima che si respira in seno al gruppo è dei migliori, con volti distesi e tanta voglia di lavorare per cercare di strappare il pass per le qualificazioni agli Europei. In una squadra che ha dovuto fare a meno di molti dei suoi giocatori più blasonati, uno dei punti di riferimento è Pietro Aradori che dopo due stagioni trascorse a Cantù ha deciso di andare a giocare in Turchia con il Galatasaray. «Erano mesi che volevo maturare questa esperienza all’estero – spiega la guardia bresciana –. A Cantù sono stato bene, ma avevo voglia di crescere come persona e come giocatore e quello turco è un campionato di alto livello. Purtroppo il nostro campionato non è più come qualche anno fa e quindi penso che sia importante cercare di arricchirsi oltre confine».
Una squadra operaia, quella azzurra, che in fase di preparazione ha davvero stupito tutti con 11 vittorie su 12 gare. «E’ quasi un mese e mezzo che siamo in ritiro – continua Aradori – e sinceramente siamo cresciuti tanto. All’inizio quasi non ci conoscevamo, ora invece abbiamo raggiunto una buona amalgama e le belle vittorie ci stanno dando ragione. Credo che siamo pronti per affrontare queste quattro gare ufficiali. Siamo una squadra giovane, ma determinata, l’importante è che chi gioca sia davvero legato a doppio filo con la maglia azzurra. Lo scorso anno siamo tornati tra le prime otto in Europa e speriamo di confermarci. Giochiamo un basket particolare, moderno, senza troppi punti di riferimento e con un Cusin in più che davvero in Nazionale rappresenta un valore aggiunto». E mercoledì esordio ufficiale contro la coriacea Russia. «La Russia fisicamente ci sovrasta – spiega l’ex giocatore di Cantù – e noi dovremmo cercare di sfruttare le nostre caratteristiche, per fortuna abbiamo ancora qualche giorno per prepararci al meglio». La Sardegna cestistica è ormai sinonimo di Dinamo, una squadra che continua a far sognare un’intera regione, annullando ogni tipo di campanilismo. «E’ sicuramente una bella realtà – chiude Aradori – ci ho giocato contro tante volte e si vede come tutta la Sardegna sia coinvolta. Un bel miracolo sportivo che ha davvero contagiato un’intera isola con la conquista della coppa Italia e ora con l’Eurolega. Si respira grande passione. La gente ci ha accolto benissimo e credo che anche domenica prossima contro la Svizzera avvertiremo il calore del pubblico».
Oggi doppio allenamento sul parquet di via Rockefeller (ore 10,30 e 17,30) e domani mattina partenza per Mosca per continuare la preparazione in vista dell’esordio ufficiale contro il quintetto di Eugeny Pashutin.
Maria Grazia Pais
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