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Il vento porta via l’Italia si difende solo la Grenot

Giornata da dimenticare per i colori azzurri agli Europei di atletica a Zurigo Meucci sfiora il podio nei 10.000 e promette di fare meglio nella maratona

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ZURIGO. È stato il forte vento che ha spazzato il cielo di Zurigo per tutto il giorno il vero protagonista della seconda giornata degli Europei di atletica a Zurigo. Ha costretto gli organizzatori a posticipare di 40 minuti (inizialmente si temeva di dover arrivare a 90...) l'inizio delle gare, a cui ieri hanno preso parte in tutto 12 italiani, tra pista e pedane. L'uomo più atteso era Daniele Meucci, talento pisano ed ex calciatore ormai convertito alla religione della Maratona, ma intanto in gara nei diecimila in cui però, almeno nel finale di corsa, non ha trovato la brillantezza dei giorni migliori. Così è finito sesto nella gara che sancisce il dominio britannico nel mezzofondo. Mo Farah toglie i veli alla sua condizione, e con il solito ultimo 500 metri da sprinter risolve la contesa, portando a casa il secondo titolo continentale sulla distanza (dopo Barcellona 2010). Lo segue il compagno di nazionale Andy Veron, che brucia nei metri finali il 20enne turco Aly Kaya (alias Stephen Kiprotich), l'oro juniores di Rieti 2013 su 5000 e 10000 metri, qui al primo podio assoluto. A tre chilometri dalla fine sale Alì Kaya, affiancato da Mo Farah, con Meucci che è sempre lì, a controllare la situazione. Con cinque giri da compiere, Farah prova a saggiare la resistenza dei compagni di fuga e ai mille metri la fila si allunga. Meucci si stacca, il cambio secco ai 500 metri non è nelle sue corde: Farah va a vincere, e i britannici si esaltano con la rimonta di Andy Vernon, che supera Ali Kaya e fa doppietta targata UK. Meucci è sesto, mentre Stefano La Rosa, a fari spenti per tutta la corsa, infila il norvegese Moen nello sprint per l'ottavo posto. «Ci ho creduto e ci ho provato fino in fondo - dice poi Meucci -. Se non l'avessi fatto sarei rimasto con il rammarico».

Nelle qualificazioni del triplo donne per l'Italia arriva una grande delusione: non può bastare il vento contrario superiore al metro, per spiegare il 13,06 ottenuto da Darya Derkach nelle qualificazioni del triplo. L'azzurra non riesce ad esprimere in nessuno dei tre tentativi a disposizione il suo potenziale, finendo 21esima su 22 iscritte.

Nei 400 donne Libania Grenot conquista la finale dei 400 metri con una prova che lascia ben sperare per l'esito del turno decisivo. Il suo 51”47 vale il secondo posto sia nella semifinale, sia nella lista delle promosse, alle spalle dell'ucraina Olha Zemlyak (51”24).

Nelle altre gare di ieri vittorie di James Dasaolu nei 100 metri maschili davanti al francese Christophe Lemaitre. I 100 femminili sono andati all’olandese Dafne Schippers davanti alla francese Myriam Soumare. bronzo per la britannica Ashleigh Nelson.Il bielorusso Andrei Krauchanka ha vinto l'oro nel decathlon, Tiffany Porter ha trionfato dei 100 ostacoli femminili mentre la 24enne 'pinup' serba Ivana Spanovic ha vinto la gara di salto in lungo.

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