«La Nazionale ha sposato un autentico condottiero»
ROMA. «Abbiamo fatto il matrimonio». Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, si può definire l’autentico artefice dell’operazione che ha portato Antonio Conte sulla panchina della Nazionale. Una...
ROMA. «Abbiamo fatto il matrimonio». Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, si può definire l’autentico artefice dell’operazione che ha portato Antonio Conte sulla panchina della Nazionale. Una trattativa non facile, come ha spiegato lo stesso neo numero uno di via Allegri nella conferenza stampa di presentazione del mister salentino, ingaggiato per far dimenticare il flop mondiale di Cesare Prandelli. «La prima telefonata che feci al nuovo ct - svela pubblicamente Tavecchio - non finì con una impressione di assenso, parlammo più di mezzora e la questione rimase tutta in piedi. Non si poteva però non insistere per non cercare un rapporto sinergico con uno dei tecnici migliori d’Europa. Dopo la seconda e terza telefonata ci fu una stretta di mano ideale: la sfida non è solo per Conte ma anche per la federazione, non si poteva non scegliere un’eccellenza per far riemergere il nostro asset dalla difficile trasferta sudamericana». L’ex tecnico della Juventus è stata insomma la prima scelta della nuova gestione federale: «Resto dell’avviso che ci vuole un condottiero, un comandante. Bisognava dare il bastone del comando a un condottiero che possa farci sentire un brivido alla schiena quando si sente l’Inno di Mameli». Le polemiche sull’entità del contratto non sembrano placarsi: «Il compenso del miglior mister d’Europa è un linea con quanto previsto dai budget federale e le integrazioni saranno sostenute dai nostri pool di sponsor».
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