L’entusiasmo dei tifosi sarà un’arma in più
Oltre novemila i biglietti venduti per la gara col Catania e la società ringrazia i supporter rossoblù
CAGLIARI. Novemilatrecentosessanta paganti. Pare un numeretto qualsiasi ma solo chi ha seguito il Cagliari in questi ultimi anni può intuire cosa significa. Basti dire che gli ultimi tre top player che hanno preso altri lidi, Nainggolan, Astori e Pinilla, avevano posto la mancanza dei tifosi e dello stadio come uno dei nodi da risolvere per poter proseguire in rossoblù. Forse, è un dettaglio. Ma dà l’idea di cosa siano costati quasi tre stagioni da zingari tra Trieste, Parma, Is Arenas a porte chiuse e semichiuse, il Sant’Elia con neanche cinquemila spettatori. Un massacro. Da dimenticare ma mai del tutto.
Ebbene, con il Catania è arrivata la vittoria, il passaggio al quarto turno - ai primi di dicembre con il Modena di Novellino: chi vince trova il Parma di Donadoni - e sono tornati i tifosi. Poco meno di diecimila su 11.650 posti messi a norma e “liberati” dalla Commissione di vigilanza. Un piccolo scudetto frutto di nuove politiche, approcci garbati, competenza e idee chiare dei Giulini boys. La questione stadio dà i primi 3 punti e ha dietro Stefano Signorelli, consigliere di amministrazione, imprenditore edile di Caronno Pertusella. Signorelli ha trovato gli snodi giusti per riaprire i Distinti e l’anello superiore della curva Nord. Ma sabato i sostenitori - oltre a godersi una squadra frizzante in cui “la mano di Zeman è nitida” come ha detto Gianfranco Zola - hanno notato che anche la curva Sud, altro vespaio tra Cellino e il comune, prende corpo. Undici gradoni sono già stati assemblati. E l’idea che Cagliari-Juventus possa giocarsi con circa 18mila spettatori il 21 dicembre prossimo, lievita prepotente. Aria di festa.
Intanto, Cagliari 2.0, identitario, attento a tifoseria e territorio, come rilancia il patron, indossa panni umili. Sul proprio sito il club ringrazia i tifosi e si scusa per le file che si sono create all’accesso: «La dimostrazione d’affetto da parte del pubblico e il suo caloroso abbraccio sono stati decisivi per la squadra». E ancora. “Siamo consapevoli si siano verificati alcuni disagi. Abbiamo individuato le cause e faremo in modo che non si ripetano più in futuro». Messaggio chiaro. Ed è onorevole rimarcare le proprie disfunzioni, correndo ai ripari tempestivamente per eliminarle.
Mario Frongia
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