Un bomber «tascabile» che sogna la nazionale
Marco Sau ha iniziato la stagione alla grande: in gol sia in Coppa che a Reggio «Siamo solo all’inizio, abbiamo margini di crescita e io adesso sto benissimo»
CAGLIARI. l centravanti tascabile, Pattolino, mister gol. Lui, Marco Sau annuisce e va avanti. A suon di reti. Pesanti. Di quelle che quando esulta ha sulle spalle mezza squadra e tutto lo stadio. È accaduto prima per il passaggio del turno in Coppa Italia con il Catania. Poi, con il Sassuolo. «Pareggio meritato. Il primo tempo abbiamo sofferto. Ma è normale, loro erano in casa e sono partiti a mille», le sue parole. Umili e concrete. Quasi passasse per caso. Il numero 25 parla lo stretto necessario, evita taccuini e tv, appena può si rifugia con la fidanzata in luoghi distanti dai canoni del calciatore. Ibiza, per dire, non fa per lui. Barbaricino doc. Genitori e suocero, presidente del Cagliari club di Tonara, sindaco e l’intero paese trepidano e lo seguono passo passo: «Quando gioca siamo sempre di fronte alla tv. Appena segna, qui si salta di gioia», ripete spesso il sindaco della capitale del torrone, Pierpaolo Sau (non è un parente).
Insomma, il centravanti della porta accanto ha i segni identitari che piacciono al presidente Giulini. E dire che la punta stava per salutare Asseminello. Il Torino di Ventura, e anche altri club, hanno fatto pressing per averlo. L’arrivo di Zeman, che lo ha avuto con Insigne a Foggia, ha cancellato i dubbi. Dunque, terzo anno in rossoblù. Ed è fresco il prolungamento del contratto al 2017. Così, dopo un avvio complicato dai carichi di lavoro, Marco è di nuovo sul pezzo. In evidente affanno nei test pre-campionato, appena smaltiti i carichi del ritiro, ha ripreso a volare. L’sms per Antonio Conte è d’obbligo.
Nato nel vivaio rossoblù, Sau ha girovagato per mezza Italia. Presenze e treni di gol ovunque. Dopo essere stato in panca nel Cagliari di Giampaolo («Ero con gli altri della Primavera, sono stato l’unico a non esordire», ha ricordato con un po’ di amarezza), il debutto in prima squadra è arrivato a 25 anni. Nato a Sorgono, classe ‘87, primi passi nel Tonara, nel 2005 approda in rossoblù. A vent’anni saluta. Manfredonia (31 gare e 10 gol, C1), Albinoleffe (18 gare), Lecco (30 e 4), Foggia (39 e 23 tra C1 e Coppa Italia), Juve Stabia (21 reti). Insomma, la gavetta giusta. Sau debutta in A con il Palermo: segna di testa. Il miglior premio per un ragazzo che ha tecnica da primo della classe. Da qui, nel maggio 2013, arriva la chiamata in nazionale.
«Segnare a San Siro è una bella sensazione», ha detto dopo la doppietta all’Inter. Ora, castigati Terracciano e Pomini nei primi due match ufficiali, si tira il fiato. Il prossimo bersaglio può essere un ex: Vlada Avramov. Il portiere serbo ha firmato per l’Atalanta.
Mario Frongia
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