La Nuova Sardegna

Sport

Olbia all’inglese, debutto convincente

I bianchi superano il Selargius di Zeman jr. davanti al proprio pubblico, in rete vanno bomber Oggiano e Molino

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La marcia non la sbaglia nessuno. Tutte e due inseriscono quella giusta e insieme corrono sul circuito del debutto, ma alla fine soltanto una sfreccia in derapata sotto curva e tribuna. È l’Olbia di Pierluigi Scotto. Vince col carattere e col talento, vince senza mai perdere la testa, nonostante una inferiorità numerica lunga un’ora. Un’operazione non facile, visto che il Selargius di Karel Zeman ha combattuto con le unghie, con i denti e con tutto ciò che aveva a disposizione, senza mai nascondersi all’ombra di un’Olbia che vuole fare da padrona.

Sotto un sole che arroventa la testa il derby finisce 2 a 0 per i bianchi. Proprio come lo scorso anno, sempre alla prima di campionato, ma stavolta allo stadio Bruno Nespoli. Insomma, per la nuova Olbia è un debutto che convince e che mette il sorriso. Ma si potrebbe fare lo stesso discorso anche per i campidanesi che, nonostante la sconfitta, escono dal campo sicuri di avere tutte le potenzialità per fare un buon campionato. A decidere l’attesissimo match è stato soprattutto il primo gol, visto che il secondo è arrivato su rigore a pochissimi secondi dalla fine. È quello di Fabio Oggiano, il capocannoniere del precampionato, che al 29’ del primo tempo ha compiuto una vera magia: slalom, posizionamento e tiro (leggermente deviato). Il raddoppio è poi arrivato al 48’ della ripresa con Daniele Molino dal dischetto, tra le proteste del Selargius.

Ma andiamo alla cronaca. Scotto e Zeman optano entrambi per un 4-3-3. L’allenatore sassarese manda in porta il fuoriquota Sannino e in difesa schiera Peana e Pinna centrali e Ravot e De Cicco sulle fasce. Al centrocampo spazio a Barone, Doddo e Molino, mentre in attacco ci vanno Oggiano, Mastinu e l’ultimo arrivato La Cava, apparso in buona forma. Zeman invece schiera Forzati tra i pali e Patacchiola e Piselli centrali, con Capelli e Fanunza sulle fasce. In mezzo al campo Suella, Mannoni e Callai, mentre in attacco Sanna, Migoni e Chelo, quest’ultimo partito in ritiro ad Arona proprio con l’Olbia.

Al fischio d’inizio è la squadra di Scotto a presentarsi più aggressiva. E al 1’ è già vicina al vantaggio: Giuseppe Mastinu (un vero tornado) firma un assist ma La Cava non riesce a incornare. Al 5’ ancora Mastinu scatena un buon tiro poi parato e subito ribattuto da Molino, che la manda però fuori. Passano i minuti e la musica non cambia: l’Olbia continua a essere pericolosa dalle parti di Mastinu. Al 17’, però, il Selargius scappa in contropiede con Chelo che tira e sfiora soltanto il palo. Ma l’Olbia torna in attacco e accarezza ancora il vantaggio. Fino a ottenerlo al 29’ con Fabio Oggiano, che salta un paio di uomini, si accentra e firma col sinistro un tiro potente, di poco deviato da un difensore. Al 31’, però, subito dopo l’occasionissima di Migoni che sfiora palo e pareggio, i bianchi rimangono in dieci per la doppia ammonizione del giovane Ravot.

Nella ripresa il ritmo cala di poco. Scotto manda in campo Steri per bilanciare lo scacchiere e i risultati si vedono. L’Olbia si fa pericolosa con Oggiano e Molino e più tardi il giovanissimo Taras, il Selargius risponde ancora con Migoni e Chelo, dimostrando di voler acciuffare il pareggio a tutti i costi. Al 48’, poi, la fine dei giochi: l’arbitro fischia un rigore (forse generoso) su Molino. Il capitano dell’Olbia si presenta sul dischetto e con freddezza la butta dentro, per poi prendere la squadra per mano e trascinarla sotto la curva .

Dario Budroni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative