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Conte tiene tutti sulla corda, anche Lotito

di Alessandro Bernini
Conte tiene tutti sulla corda, anche Lotito

Il ct: «Può stare qui, finché non parla di calcio...». E sulla Norvegia: «Occhio, è ostica e io sono qui per unire»

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«La formazione? E dai, l’avete capita...». Ma tu guarda Antonio Conte. L’allenatore che quando indossava la divisa bianconera inceneriva tutti con uno sguardo e non era certo il candidato ideale a mister simpatia (almeno per i non juventini). Ora sembra un altro. Forse perché «sono qui per unire e non dividere», come confida quando parla del caso-Chiellini (prima concesso e poi richiamato dalla Juve). Di certo Conte è intelligente e si è tuffato in questa nuova avventura con l’atteggiamento giusto.

Primi tre punti. È la sera del suo debutto in una partita vera, dopo i cotillon di Bari. Norvegia-Italia non è sfida epica e neanche uno spareggio, visto che a Euro 2016 partecipano 24 squadre e non qualificarsi è più difficile che vincere tre Mondiali di seguito. Ma la presenze di Conte mette pepe in questa partita, tanto pepe. «C’è sicuramente molta emozione – confida il ct – anche se giovedì ci siamo portati avanti da questo punto di vista. Io la credibilità me la devo guadagnare giorno per giorno con i comportamenti e gli insegnamenti, cercando sempre di avere rispetto e pretendendolo. Puoi fare benissimo, ma basta un giorno per farla svanire». Parla col sorriso Conte, quasi a voler infondere serenità. «Mi auguro possiate vedere una squadra che abbia entusiasmo e voglia di giocare a calcio, di vincere, di portare orgoglio in campo, a prescindere da chi in campo ci va».

Florenzi alla Vidal. Già, chi va in campo. Non ci saranno grosse novità rispetto all’undici visto contro l’Olanda. Il nome nuovo si annuncia quello di Alessandro Florenzi, che Conte ha intenzione di schierare “alla Vidal”, mezzala con licenza di inserirsi.

Per il resto confermato il 3-5-2, stato embrionale del 4-2-4 che il ct ha in mente. Bonucci sarà il centrale difensivo e con De Rossi si dividerà il compito di fare il regista basso, mentre davanti fiducia a Zaza e Immobile che hanno dimostrato un feeling non comune.

Dovrebbe bastare per battere una Norvegia che si trova al posto 53 del ranking Fifa, dietro a Sierra Leone e Uzbekistan. Chiaro però che Conte freni. «Quella allenata da Hogmo è una squadra ostica, l'abbiamo visto contro l’Inghilterra, quando ha sfiorato la vittoria a Wembley. È una partita da prendere con le molle. Serve rispetto per tutti e lo abbiamo visto anche con i risultati di ieri. Non c’è niente di facile».

Il caso Chiellini. Nel clan azzurro ieri è stata una gara a chi smontava più rapidamente e in mille pezzi il caso-Chiellini. «Questo episodio – ha detto Conte – ci servirà di esperienza per gestire meglio la prossima volta queste situazioni da parte nostra e della Juve. Se è stato uno sgarbo? No, solo un fraintendimento. Io sono qui per unire, non per dividere».

Una frecciata però Conte l’ha mandata a quelli della Ferrari. Stuzzicato da una domanda sui veleni tra Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo, ha risposto: «Sapete tutti quanto io consideri le vittorie: detto questo, la storia della Ferrari degli ultimi anni è fatta di cose molto buone e anche di plusvalenze generose».

È arrivato Lotito. A Oslo poteva mancare Claudio Lotito? Figuriamoci... C’era anche lui, insieme con il presidente federale Carlo Tavecchio e pochi altri consiglieri, sul charter che ha condotto la squadra in Norvegia. Al momento di scendere la scaletta, appena davanti a Conte e al team manager Gabriele Oriali, Lotito ha quantomeno indossato un giaccone antipioggia scuro personale, non quelli marchiati “Italia” che avevano scatenato mille polemiche.

Sarà stato felice Tavecchio che prima di partire aveva confidato col sorriso «spero si porti un giaccone, a Oslo fa freddo».

Anche Conte comunque si è concesso un commento sull’argomento. «Ho le spalle abbastanza larghe visti i miei trascorsi... Mi è stato spiegato che in qualità di consigliere federale il presidente Lotito ha tutto il diritto di venire con la Nazionale. Finché non entra a livello calcistico mi va bene, ma so che non si permetterebbe mai». Sarà una certezza o un messaggio?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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