È morto Marco Mura, coach di talento
PORTO TORRES. Una vita dedicata al basket quella di Marco Mura, prima come atleta e dopo come insegnante. Lunedì sera la morte improvvisa, seduto nella poltrona di casa sua. Per la famiglia neanche...
PORTO TORRES. Una vita dedicata al basket quella di Marco Mura, prima come atleta e dopo come insegnante. Lunedì sera la morte improvvisa, seduto nella poltrona di casa sua. Per la famiglia neanche il tempo di riprendersi dalla scomparsa del maestro di boxe (e di vita) Alberto, che un’altra tragedia si è portata via il più piccolo dei fratelli: 54 anni compiuti a maggio.
Marco è stato il più giovane cestista di Porto Torres, e non solo, a trasferirsi nel settore giovanile di una società continentale: il suo fisico da pivot già a 12 anni interessò infatti Cremona, che militava in B2, poi lo notò la Dinamo che lo riportò a Sassari per farlo crescere vicino a casa. Carattere burbero ma bonaccione, poco incline alle regole degli allenatori, preferì lasciare giovane i parquet per dedicarsi alla rinascita del basket locale. Come atleta vinse qualche campionato, poi scelse il ruolo di coach con le prime squadre del Balai femminile e del Gruppo sportivo disabili Porto Torres. Da qualche anno era dirigente della società di boxe professionistica, voluto dal fratello Alberto, con la chicca del titolo italiano conquistato da Tore Erittu. Oggi alle 11 i funerali. (g.m.)
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