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Il Cagliari resta solo in coda

di Roberto Muretto
Il Cagliari resta solo in coda

Un gol di Cossu poi l’1-2 del Torino, inutile il disperato assalto finale alla porta granata

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INVIATO A CAGLIARI. Ahi ahi Zdenek. Il Cagliari non decolla. Degli schemi che da sempre distinguono le squadre di Zeman non si vede nemmeno l'ombra. I rossoblù giocano in orizzontale e dei famosi "tagli" che hanno fatto la fortuna del boemo non c'è traccia. Anche il Torino, fino a ieri in apnea, fa un figurone. Esce dal Sant'Elia con tre punti in tasca e spedisce la squadra sarda alle porte dell'inferno. Eppure il gol di Cossu dopo una manciata di minuti aveva illuso tutti. Già, è stata proprio un'illusione perché al Toro sono bastati 18' per capovolgere il risultato (gol di Glik e Quagliarella), aiutato dai soliti errori difensivi di una squadra che, evidentemente, non ha recepito i concetti calcistici del suo allenatore. Il presidente Giulini ha tanta stima di Zeman ma non si aspettava un avvio di stagione così difficile. E domenica si va a fare visita all'Inter.

No alle rivoluzioni. Zeman è testardo.Quando riceve delle critiche non se ne cura e va avanti per la sua strada. Il tecnico prende tutti in contropiede e cambia un solo giocatore rispetto alla formazione iniziale schierata all'Olimpico. Gioca Cossu nel tridente completato da Ibarbo e Sau. Farias si accomoda in panchina. A destra della linea difensiva spazio a Pisano. In campo anche il brasiliano Joao Pedro, giocatore sul quale Zeman ha intenzione di scommettere. Chi fa la rivoluzione , invece, è l'ex Giampiero Ventura. Amauri resta fuori, confermato Quagliarella. In difesa Maksimovic rileva Bovo. Giocano dall'inizio sia Gazzi che Sanchez.

Cossu sotto la curva. Ci va quando dopo 11' sblocca la partita. Il "piccoletto" è bravissimo ad approfittare di un erroraccio di Padelli che gli consegna la palla al limite dell'area, prende la mira e mette dentro con un rasoterra. La partita si mette esattamente come i rossoblù speravano. Ora sono i granata a dover osare e col passare dei minuti i varchi che si aprono per le ripartenze sono sempre più invitanti. Il Cagliari, però, non è rapido nel capovolgere il fronte dell'azione, c'è sempre un passaggio (inutile) di troppo.

Difesa sotto accusa. Distrazione Fatale quella di Ekdal in condominio con Rossettini, che si perde il difensore del Toro in occasione di un calcio d'angolo. Il polacco può saltare indisturbato e battere Cragno che rimane di sasso. Cominciano a essere troppi gli errori difensivi, puntualmente pagati a caro prezzo. I rossoblù accusano il colpo, le maglie si allargano, la circolazione della palla non è fluida, le idee sono poche. Il Torino capisce che può osare e prova a infilarsi sfruttando le corsie. Il Cagliari annaspa. Su una punizione, Gazzi tocca per El Kaddouri, tacco per Quagliarella, incredibilmente lasciato solo all'interno dell'area da Pisano, che non perdona. Risultato capovolto in 18' con i rossoblù che fanno le belle statuine.

Squadra molle. Al ritorno in campo ti aspetti un Cagliari arrembante, determinato, cattivo. Niente di tutto questo. La squadra è in bambola, fa fatica a ragionare. Zeman si alza dalla panchina, fa entrare Crisetig per Joao Pedro. Dentro anche Balzano per Pisano. Ma è il Torino ad andare più vicino al terzo gol che il Cagliari al pareggio. I rossoblù giocano con la forza della disperazione, ci mettono il cuore ma manca sempre l'ultimo passaggio. Conti non illumina il gioco, Ibarbo è fumoso, l'unico è Cossu che prova a inventare qualcosa ma Ventura gli raddoppia la marcatura, limitandone il raggio d'azione. Amauri prende il posto di Quagliarella, Benassi quello di Sanchez perché garantisce più copertura. I rossoblù ci provano fino alla fine ma il pareggio non arriva.

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