Cherchi e la fuga di Velardo: «Ho pensato a uno scherzo»
Salta la sfida per la corona tricolore dei supermedi organizzata dal manager sardo il pugile laziale, colto da un attacco di panico, è rimasto chiuso nello spogliatoio
SASSARI. Diego Velardo è un nome che dice poco a chi non segue da vicino le vicende dei ring, ma la sua storia sta facendo discutere perchè rimette in forse l’assioma pugilato uguale coraggio e riapre una ferita che, qualche anno fa ha messo in crisi perfino la divina Federica Pellegrini. Velardo ha avuto un attacco di panico prima di salire sul quadrato per dare l’assalto al titolo italiano dei supermedi. Il suo avversario, Andrea Di Luisa, l’ha aspettato saltellando da un angolo all’altro per un quarto d’ora poi ha infilato l’accappatoio e ha alzato al cielo la corona tricolore. Un titolo arrivato senza sprecare una goccia di sudore, senza portare nemmeno un pugno.
Velardo è rimasto nello spogliatoio con i guantoni nella sacca e lo sguardo perso nel vuoto. «Non so che cosa mi sia successo – ha detto ai giornalisti –. Non sono un vigliacco e non mi sono mai tirato indietro nella mia carriera, sia da dilettante, che da professionista. La verità è che ho vissuto un mese di incertezze e non ho trovato la forza di parlarne nemmeno con il maestro che mi segue da sempre, Massimo Ardu, e col mio manager Marcello Paciucci. Loro non se ne sono accorti. Forse avevo bisogno di più tempo invece ho trovato soltanto la pressione per un appuntamento importante, che è diventato troppo grande per me. Quando mi hanno chiamato per salire sul ring mi sono sentito come paralizzato, senza forza ed idee».
Sconcertato anche il promoter della serata, il manager cagliaritano Salvatore Cherchi, che è stato il primo a correre nello spogliatoio per cercare di rincuorare Velardo. «Nella mia lunga carriera - ha raccontato – non mi era mai accaduta una cosa del genere. A caldo ho addirittura pensato a uno scherzo. Poi ci siano resi conto che il problema era molto più serio e che Velardo non sarebbe riuscito a salire sul quadrato per tentare di vincere il tricolore».
Adesso per il pugile si apre un periodo di riposo col dubbio che l’attacco di panico possa ripetersi fino a mettere in forse il suo futuro sportivo. Ipotesi ventilata a suo tempo anche per Federica Pellegrini.
L’azzurra, campionessa mondiale sui 200 e 400, ha vissuto qualche anno fa lo stesso problema di Velardo: paura di vincere, paura anche di scendere in acqua. Si disse che non sarebbe più tornata la sirena di sempre invece Federica non solo ha superato il momentaccio ma si è ripresentata sulla scena mondiale più forte e più motivata di sempre. Diego può ripartire proprio da qui. In fondo nel suo palmares da professionista ci sono otto vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. La paura dovrebbero provarla gli avversari.
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