Il Cagliari va a caccia di un altro exploit
Oggi a Verona, con l’Hellas, test per capire se i rossoblù hanno voltato pagina. Zeman conferma la squadra di Milano
CAGLIARI. Ma è proprio tutto oro quello che luccica? E’ un’espressione che solitamente si usa quando non si è convinti di qualcosa. In questo caso calza a pennello al Cagliari che oggi al “Bentegodi”, contro l’Hellas Verona, dovrà dimostrare che la straripante vittoria ottenuta a Milano con l’Inter non è stata frutto del caso. Un test importante, difficile per i rossoblù, che se la vedono con un avversario che sul proprio campo non fa sconti e segna a ripetizione. Zeman ha avvertito i suoi: «Dimentichiamo la gara del Meazza e ricominciamo daccapo». Un monito per evitare di cullarsi sugli allori e andare incontro a delusioni. Il Cagliari una settimana fa ha giocato applicando alla lettera la filosofia del suo timoniere. Dovrà ripetersi per confermare di aver voltato pagina dopo un avvio tutto in salita.
Squadra che vince... Non si tocca, recita un detto. Zeman è uno a cui piace andare controcorrente ma questa volta non cambierà nulla nella formazione iniziale. Agevolato anche dal prolungarsi dell’assenza di Daniele Conti, che tornerà a disposizione dopo la sosta e di Colombi, ancora alle prese con un fastidioso infortunio. Tra i pali giocherà Cragno, la cui crescita è costante. Mentre in difesa Balzano occuperà la corsia di destra. Fiducia anche a Dessena e Crisetig, quest’ultimo fresco di convocazione con l’Under 21 e a suo agio nel ruolo solitamente occupato dal capitano rossoblù. Personalità e visione di gioco non gli mancano. In avanti il tridente Ibarbo-Sau-Cossu, che a Milano hanno fatto diventare matti i difensori nerazzurri.
Ekdal sugli scudi. E’ stata una settimana di grandi soddisfazioni per il danese. A parte la tripletta all’Inter, è stato convocato con la nazionale per i prossimi impegni validi per la qualificazione a Euro 2016. Il centrocampista è maturato, ha solo 25 anni e il suo procuratore ha già messo le mani avanti: «E’ pronto per il grande salto». Il presidente Tommaso Giulini si frega le mani, nel “forziere” rossoblù c’è un altro pezzo pregiato che se continua così a fine stagione verrà una montagna di euro.
Gli avversari. Il Verona adotta lo stesso modulo del Cagliari. Mandorlini schiera il tridente che ha in Toni il punto di riferimento, Jankovic e Gomez sono gli esterni, abili a inserirsi nei varchi e nell’uno contro uno. Una squadra che quando accelera fa male se trova varchi. Zeman ritroverà Tachtsidis, giocatore che voleva portare in Sardegna e che alla Roma faceva giocare al posto di De Rossi. In campo l’ex Agostini, ormai da tre stagioni all’Hellas, mentre il brasiliano Nenè partirà dalla panchina.
Mandorlini. l tecnico del Verona lo ammette: «Siamo rimasti impressionati dalla partita che il Cagliari ha giocato contro l’Inter. Stanno bene, poi le vittorie danno entusiasmo e consapevolezza. Vengono da un grande risultato, dal punto di vista della condizione fisica saranno un avversario molto temibile. Poi, ogni partita ha una sua storia e noi quella di oggi vogliamo vincerla. La fase offensiva è fiore all’occhiello delle squadre allenate da un maestro come Zeman. Cercheremo di sfruttare i loro punti deboli. Abbiamo studiato».
Approccio. Sarà fondamentale. Al “Meazza” si è capito dopo pochi minuti che l’atteggiamento del Cagliari sarebbe stato aggressivo. I rossoblù hanno fatto un pressing a tutto campo, tenuto le distanze tra i reparti, hanno ragionato di meno e fatto correre di più il pallone. Si sono visti i tagli dall’esterno e le sovrapposizioni, filo conduttore della filosofia calcistica di Zeman. Saranno queste le armi che i sardi dovranno usare per mettere in difficoltà una squadra come il Verona che soffre se viene presa in velocità. I difensori gialloblù sono molto fisici, bravi nel gioco aereo, ma non altrettanto nella corsa. La rapidità di Andrea Cossu e Marco Sau potrebbe rivelarsi devastante.
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