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L’Enel prova a fermare l’Armani Milano

L’Enel prova a fermare l’Armani Milano

Alle 18 gioca la prima semifinale: Brindisi sfida una squadra che sembra ancora imbattibile

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SASSARI. Quelli che vogliono e “devono” vincere tutti. Quelli che alla fine ce l’hanno fatta a togliersi la casacca degli sfigati e hanno vinto lo scudetto. Quelli che ora rischiano di non fermarsi più, perché le grandi dinastie nascono anche così, con una vittoria purificatrice dopo tante delusioni.

L’Armani Milano ha tenuto intatto il nucleo italiano, perso nomi importanti (Langford e Jerrels, per esempio) e poi è andata a fare la spesa senza lesinare. Dovrà però stare attenta all’Enel di Piero Bucchi, uno dei tanti coach coi quali era arrivata a un passo dal trionfo e col quale si è lasciata non certo bene. Bucchi probabilmente pagherebbe di tasca sua per eliminare l’Armani e la sua Brindisi ha le caratteristiche di mina vagante. Dall’altra parte il coach milanese Luca Banchi non si è tirato indietro: «Veniamo a Sassari determinati a far bene, anche se abbiamo avuto un po’ troppi infortuni». Il gruppo storico del tricolore è formato da Gentile, Melli, Moss, Hackett e Samuels, al quale è stato aggiunto Joe Ragland nella posizione di playmaker. L’uomo da seguire è soprattutto MarShon Brooks. guardia che forse poteva avere una carriera diversa nell’Nba e che nel precampionato ha dato l’impressione di poter fare quello che vuole. Così come potrebbe essere un marziano Linas Kleiza, lituano dal talento infinito e un passato importante (Nuggets, Raptors, Olympiacos e Fenerbahce) che ha scelto l’Italia per rilanciarsi. L’Enel è la prima squadra che può dirci se, quando conta, questa Milano si può davvero fermare.(r.s.)

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