La Nuova Sardegna

Sport

Ultimo minuto fatale al Cagliari Il Verona colpisce con Tachtsidis

di Roberto Muretto
Ultimo minuto fatale al Cagliari Il Verona colpisce con Tachtsidis

I rossoblù sprecano una mezza dozzina di palle gol nel primo tempo, due clamorose con Ibarbo La squadra di Zeman subisce nella seconda parte e il portiere Cragno diventa protagonista

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A VERONA. Beffato all'ultimo minuto dal giocatore che ha inseguito per tutta l'estate. Quel Tachtsidis che Zeman alla Roma faceva giocare al posto di De Rossi. Il greco ha scagliato un missile dal limite dell'area sul quale Cragno non ha potuto fare nulla. Non è una beffa per il Cagliari, perché dopo un primo tempo praticamente dominato, con tante occasioni non sfruttate, nella ripresa i rossoblù hanno subito il Verona (due traverse, un salvataggio sulla linea, senza dimenticare la rete annullata a Toni per un fuorigioco molto dubbio), si sono abbassati, hanno allargato le maglie difensive, perdendo le distanze tra i reparti, commettendo un'infinità di errori di passaggio nelle ripartenze. E' una sconfitta che brucia. Dopo la straripante vittoria con l'Inter ci si aspettava una risposta dai rossoblù. E' arrivata a metà. Primo tempo alla grande, secondo da dimenticare. Non è da squadra di Zeman non segnare. Ma se davanti alla porta le gambe diventano molli, diventa un problema. Un grosso problema.

Come previsto. Zeman non cambia e conferma la squadra che ha messo sotto l'Inter. Scelte agevolate dall'assenza di Conti, ancora out. Davanti alla difesa si piazza Crisetig, Ekdal (fresco di convocazione con la nazionale svedese) e Dessena sono gli esterni. In difesa fiducia a Balzano che al "Meazza" è stato tra i migliori. Ibarbo, Sau e Cossu formano il tridente. Imprevedibilità e tanto movimento per non dare punti di riferimento. Mandorlini, invece, lascia Sorensen in panchina. In mezzo al campo c'è Tachtsidis, giocatore che Zeman stima tantissimo e sarà lui a punire il boemo. Novità anche in avanti, in campo Nico Lopez al posto di Jankovic.

Ibarbo fa cilecca. Due volte in 6’. Si divora due occasionissime davanti alla porta. Prima colpisce di testa da due metri e riesce nell'impresa di mettere il pallone tra le braccia del portiere. Nella seconda circostanza calcia in modo sbilenco quando sarebbe stato sufficiente toccare la sfera di piatto per fare centro. Sono i limiti di un calciatore che ha grandi qualità tecniche ma poca dimestichezza col gol. Il Cagliari comincia bene, pressa alto, ha il comando del gioco. Sfrutta le corsie dove Cossu e Avelar a sinistra, Balzano e Dessena dalla parte opposta si infilano con facilità.

L'episodio. Su segnalazione del guardalinee, l'arbitro annulla il gol di Toni nato da un disimpegno sbagliato dei rossoblù. L'attaccante non è in fuorigioco, è Campanharo un po' più avanti ma la sia posizione è ininfluente. I rossoblù soffrono un po' nel finale di tempo (Toni va vicinissimo al bersaglio) ma sfiorano ancora il gol con Ceppitelli. Una bella partita, giocata a gran ritmo, con i sardi in grande spolvero con un difetto: poco concreti in fase di finalizzazione.

Il Verona spinge. I locali iniziano la ripresa a spron battuto. Il Cagliari ribatte colpo su colpo ma è impreciso quando riparte. I rossoblù si abbassano pericolosamente, i gialloblù prendono coraggio spinti da una tifoseria che non smette un attimo di incitarli. Il tema della gara cambia, ora è il Verona ad avere il pallino del gioco. Zeman si alza dalla panchina, decide di togliere Sau e mandare in campo Longo. Ceppitelli ci prova ancora di testa su calcio d'angolo, non è fortunato. Mandorlini inserisce Halfredsson e Jankovic per Nico Lopez e Campanharo. Sono le mosse giusta.

Finale amaro. Negli ultimi minuti tante emozioni. Un'azione per parte tra due squadre che vogliono vincere e non si accontentano. Ceppitelli salva sulla linea su Toni, Jankovic fa tremare la traversa. E' il Verona a essere più pericoloso, le maglie del Cagliari in difesa sono troppo larghe. Le squadre si allungano. Le sostituzioni fatte da Mandorlini danno la scossa ai veneti. Zeman capisce che bisogna cambiare qualcosa: fuori Cossu e Dessena, dentro Farias e Joao Pedro. Il Verona sembra indemoniato, Cragno si supera su un colpo di testa di Gomez. Poi lo salva la traversa su un colpo di testa a botta sicura di Toni. Ma nulla può fare sul siluro di Tachtsids quando mancano 25" al 45'. E' il gol che decide la partita e fa piangere i rossoblù.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Elezioni

Sassari, i dati dell’affluenza di mezzogiorno: Ittiri il centro con meno voti

di Davide Pinna
Le nostre iniziative