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Il vero miracolo è la Torres

Il vero miracolo è la Torres

Maiorino racconta il suo fantastico inizio di stagione in maglia rossoblù

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SASSARI. Fa il modesto («A calcio si gioca in 11, e io faccio parte di una grande squadra»), ma non si tira indietro: «Sabato cercherò un altro gol. Anzi proverò a farne due». Pasquale Maiorino è di buon umore. La “sua” Juventus ha appena battuto la Roma e la sua Torres naviga nella zone altissime della classifica della terza serie nazionale. Meglio di così non potrebbe andare.

Si aspettava un avvio di stagione così positivo?

«Ci speravo ma non potevo esserne sicuro. Sta andando tutto bene e ne sono felice per la città e per i miei compagni di squadra».

Anche l’anno scorso ha cominciato il campionato realizzando 5 gol in sette partite. Poi ha chiuso a quota 14. Quest’anno dove vuole arrivare?

«Non ho fatto calcoli. Posso dire che proverò a far meglio anche se so che non sarà facile perchè la serie C è durissima».

Che effetto le fa sentirsi addosso gli occhi di tutti?

«Cerco di non persarci. Anche perchè a calcio si gioca in 11 e se ho fatto cinque gol lo devo ai compagni che mi anno messo in condizione di farli».

Se fosse così non ci sarebbero differenze tra campioni e brocchi.

«Allora diciamo che mi sta andando bene. Ho trovato un bell’ambiente, sto bene fisicamente e i gol aiutano».

Che cosa sapeva di Sassari e della Torres e chi l’ha convinta ad attraversare il Tirreno?

«Sapevo pochissimo. A Sassari non c’ero mai stato prima di questa estate e della Torres avevo solo letto qualcosa sui giornali. Mi ha convinto a venire Vincenzo Migliaccio con il quale avevo già giocato in passato».

E non si è pentito.

«Ovviamente no. Ho trovato una società sana, un bel gruppo di giocatori e un allenatore che conosce bene la categoria».

Non era scontato che la Torres cominciasse così bene. In fondo la squadra è ancora un quartiere aperto.

«Una partenza così ha un po’ sorpreso anche me. Però devo dire che fino a questo momento non ho visto squadre di fenomeni».

E’ una dichiarazione impegnativa. Vuol dire che la Torres può vincere il campionato?

«No, il nostro traguardo resta a salvezza. Speriamo di raggiungerla il più presto possibile e senza soffrire troppo. Quello che verrà dopo sarà tutto guadagnato».

Però ha ragione lei. Finora non avete incontrato squadre molto più forti della Torres. Anzi.

«E’ un campionato equilibrato e quello che può fare la differenza sono la cattiveria la voglia di vincere. Sono le armi che sabato ci hanno permesso di battere il Novara».

Sabato si è sbloccato anche Balistreri.

Sono felice per lui. E’ uno che si batte come un matto e meritava la gioia del gol. Pietro è un amico oltre che un ottimo compagno di reparto. Ora dobbiamo solo continuare così».

Antonio Ledà

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