Contador: «Ci sarò per fare la doppietta» Aru raccoglie la sfida
Lo spagnolo stella della presentazione, quasi certo Uran Nibali e il talento sardo attendono gli “ordini” dell’Astana
MILANO. Se arrivi in via Piranesi e la prima cosa che noti è la Bmw gialla e blu della Tinkoff-Saxo, qualcosa vorrà pur dire... Al di là dei segni del destino, che il Giro 2015 nasca sotto il segno di Alberto Contador – il più forte nelle corse a tappe da oltre un lustro – è cosa nota. È stato lo spagnolo ad annunciarlo, qualche settimana fa, ai piedi del Mortirolo, la salita più aspra del prossimo Giro. E il 31enne di Madrid è stato anche la star della presentazione di ieri, il più fotografato, il più intervistato, il più twittato.
«Quando ho annunciato la mia partecipazione non avevo ancora visionato il percorso – dice lo spagnolo – Mi piace, è adatto alle mie caratteristiche di corridore aggressivo. Non so se sia possibile vincere questo Giro d’Italia e poi anche il Tour, quello che è certo è che ci proverò».
Il Pistolero – fresco vincitore della sua terza Vuelta di Spagna, ma in bacheca ha anche il Giro d’Italia 2008 e i Tour de France 2007 e 2009, oltre all’ombra dei due trofei che gli sono stati tolti dopo la controversa positività al clenbuterolo – è salito sul palco a tinte rosa del palazzo del ghiaccio di via Piranesi assieme al nuovo compagno di squadra Ivan Basso e ad alcuni suoi possibili sfidanti: Fabio Aru, Rigoberto Uran, Nacer Bouhanni (che potrebbe tornare al Giro per bissare i tre successi in volata di quest’anno), il fresco campione del mondo Michal Kwiatkowski e Julian Arredondo. Nessuno di loro, però, è certo di disputare il Giro 2015. E il campione in carica Nairo Quintana, dalla Colombia, ha mandato solo un videomessaggio...
«Da italiano il Giro è sempre un’emozione particolare – ha detto Fabio Aru – Salire sul podio quest’anno è stato bellissimo. C’è una bella cronometro, il percorso si addice a corridori completi». L’impressione è che Aru tornerà al Giro, mentre Vincenzo Nibali correrà nuovamente il Tour de France. «Sarà la squadra a decidere, in novembre – afferma il sardo – Se tornassi al Giro, lo farei sicuramente in cerca di conferme, per migliorarmi. Sarei contento di confrontarmi con Alberto, che è uno dei più forti».
E nemmeno Rigoberto Uran, il colombiano della Omega Pharma Quick Step secondo quest’anno, può ancora assicurare la sua presenza, a dispetto dello splendido papillon rosa sfoggiato a ravvivare l’abito blu. «Suoi programmi devo ancora confrontarmi con il mio ds Davide Bramati – spiega il sudamericano – Il percorso mi piace, c’è una bella cronometro (Uran nel 2014 ha vinto quella di Barolo, ndr), ma una corsa di tre settimane come questa si decide sempre in salita. La tappa che mi piace di più? L’ultima, la Torino-Milano», ha concluso Rigoberto, burlone come sempre.(m.d.g.)
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