La Nuova Sardegna

Sport

F1: lacrime e veleni Bianchi in fin di vita

F1: lacrime e veleni Bianchi in fin di vita

I genitori arrivati al capezzale del giovane pilota francese Infuriano le polemiche sulla sicurezza nel circus dei motori

2 MINUTI DI LETTURA





YOKKACHI. Jules Bianchi «è in condizioni critiche ma stabili». Lo ha detto il responsabile stampa della Fia, Matteo Bonciani, all'ospedale di Yokkachi, dove è ricoverato il francese dopo l'incidente a Suzuka. Bonciani ha spiegato di parlare su richiesta dei genitori, che «non si sentono di incontrare la stampa».

«Dovete avere pazienza, la situazione è molto, molto grave», ha aggiunto Bonciani rivolgendosi ai giornalisti in attesa all'esterno dell'ospedale dove nel pomeriggio sono giunti i genitori del giovane pilota francese. Quanto riferito dall'addetto stampa Fia non può essere definire un bollettino medico, che l'ospedale non ha ancora diffuso, in attesa che Philippe e Christine Bianchi possano parlare con i medici. Solo domani mattina, nella notte italiana saranno forniote le prime notizie mediche ufficiali. Questa mattina dovrebbero arrivare anche il manager del pilota, Nicolas Todt, figlio del presidente della Fia, Jean, e il professor Gerard Saillant, chirurgo e fondatore dell'Istituto del Cervello, che ha seguito anche Michael Schumacher per il grave trauma cranico subito nella caduta sugli sci dello scorso 30 dicembre sulle nevi francesi di Meribel.

Intanto il mondo della Formula 1 continua a testimoniare il suo affetto per il driver della Marussa. «Voglio solo una buona notizia, Forza Jules - ha scritto Fernando Alonso su Twitter –. È ora di dormire. 24 ore troppo lunghe o troppo brevi, non lo so. Voglio solo una buona notizia. Forza amico per favore». «Sono molto triste per quanto accaduto ieri a Bianchi, un ragazzo che è nato con noi, a cui pensavamo come nostro pilota del futuro» ha svelato Luca Cordero di Montezemolo. «Se, come penso, si dovranno schierare tre macchine l'anno prossimo pensavamo a lui per la terza monoposto, e sarebbe stato perfetto per i prossimi anni. Spero solo di aver qualche notizia positiva». «Purtroppo - ha aggiunto Montezemolo - si ragiona quasi sempre con il senno del poi. Tragedie come quella dell’altro ieri devono far riflettere se qualcosa non ha funzionato, se c'è stato qualcosa che si doveva cambiare. Certamente domenica è stata una corsa molto particolare con poca visibilità alle tre del pomeriggio e con tanta acqua. Ne abbiamo fatte anche altre di gare con queste condizioni e non è successo niente. L'importante però è capire il perchè dell'incidente per evitare che accada di nuovo».

Sull’argomento c’è da registrare una presa di posizione di Rob Smedley, chief performance della Williams che ha spezzato una lancia a favore dell’opportunità di chiudere l’abitacolo dela monoposto di Formula 1. «Da un punto di vista tecnico, si tratta di qualcosa di molto facile da realizzare - ha detto -. È qualcosa del quale di è già parlato nelle riunioni del gruppo di lavoro tecnico e credo che sia arivato il momeno di pendere una decisione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La rapina

Assalto al postamat con esplosivo nella notte: banditi in fuga – Cosa sappiamo

Le nostre iniziative