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Una spada per vincere nella vita

di Guido Piga
Una spada per vincere nella vita

Ilaria Muresu, 17 anni, di Olbia, è più forte della scoliosi: quinto posto ai nazionali di scherma

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OLBIA. Nei Tre moschettieri il motto è “tutti per uno, uno per tutti”. Lei, Ilaria Muresu, 17 anni, studentessa allo scientifico, ha l'appoggio di tante persone. Della madre e del padre. Degli amici che amano la scherma. Del suo allenatore. Ma è dentro di lei che ha trovato e trova la forza per combattere. Per duellare prima tutto con la scoliosi che le rende complicati i movimenti. Che sembrava più forte della sua stessa vita, quando un intervento chirurgico durato 18 ore la mandò in coma per cinque giorni. Lei si risvegliò. Senza traumi permanenti. Con quel desiderio di incrociare la spada con le avversarie rimasto intatto. E anzi più forte, più urgente. Perché voleva dire a se stessa, “ce la puoi fare”.

Fu allora che, grazie alla passione di un cugino svizzero che praticava quello sport, decise di provarci. Di mettersi in gioco. Domenica scorsa è arrivato per lei il primo grande risultato: quinta alla prima tappa di avvicinamento ai campionati nazionali paralimpici di scherma, svoltasi a Como. Un momento emozionante, toccante. Per lei, per la mamma, Monica Baldan, assistente di volo né al lavoro né in cassa ma in congedo parentale, per stare vicina a sua figlia. Per farle sentire tutto l’amore che solo una madre può dare. Per dirle, nei momenti no, “non sei sola”. Per dirle, quando come a Como arrivano le prime gratificazioni, “sono fiera di te”. Una storia che aiuta. A capire. A farsi forza. A non mollare.

Come forte e determinate è la lettera che Ilaria ha scritto. Eccola qui. «La passione per la scherma è nata nel 2007 grazie a un mio cugino svizzero. Purtroppo a causa di una grave scoliosi era per me impossibile praticare qualsiasi sport. Nel 2011 la situazione della mia colonna veterbrale peggiorò a tal punto da dover intervenire chirurgicamente; un intervento di 18 ore che terminò con un arresto cardiaco e la mia vita appesa a un filo, senza una via di uscita. Miracolosamente dopo 5 giorni di coma mi svegliai viva, senza nessuna lesione cerebrale, ma con una colonna compromessa. Fu allora che mi avvicinai allo sport. Ma la mia passione per la scherma rimase sospesa per molto tempo perché a Olbia non c'era e non c'è questo sport. Venni a conoscenza della scherma a Nuoro e lo scorso anno a settembre iniziai quasi per gioco. Il mio coach Luciano Graziano credette in me e mi portò alle prime gare nazionali dove gareggiavo con campionesse mondiali. Impensabile batterle. ero solo all'inizio. Il mio maestro si trasferì e il Club Scherma Nuoro rischiava di scomparire. Grazie alla determinazione delle mamme e degli allievi di Nuoro, la squadra è stata riaffiliata un mese fa. Così io per fare scherma due volte alla settimana percorro 440 chilometri con mia mamma. Questa mia determinazione mi ha portato alla prima prova di Como dove ho conseguito il quinto posto di fioretto femminile Cat. A scherma paralimpica come unica portacolori della Sardegna, e per questo ringrazio il mio nuovo coach Maurizio Vatta e i miei compagni di squadra di Nuoro».

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