Ronaldinho sbotta: «Basta insulti, ormai siamo tutti stanchi»
ROMA. «Basta, siamo tutti stanchi». In una conferenza stampa Ronaldinho, diventato la star del calcio messicano dopo il suo approdo al Queretaro, si dice stufo del razzismo, di cui è rimasto...
ROMA. «Basta, siamo tutti stanchi». In una conferenza stampa Ronaldinho, diventato la star del calcio messicano dopo il suo approdo al Queretaro, si dice stufo del razzismo, di cui è rimasto personalmente vittima dopo l’insulto ricevuto dal politico del Pan (Partito Azione Nazionale) Carlos Trevino, che lo scorso mese lo etichettò come «scimmia» su un social network.
«Si tratta di un argomento che fa male, che va oltre il colore della pelle o la nazionalità - ha spiegato in una conferenza stampa il fuoriclasse brasiliano - mi auguro che presto tutto finisca».
Ronaldinho ha poi riconosciuto di non essere ancora al top della forma e di attraversare un periodo di adattamento al calcio messicano. Nonostante ciò, l’ex attaccante del Milan e della Selecao ha promesso di regalare gioie al suo club nel prossimo futuro.
Con il Queretaro, Ronaldinho ha sin qui disputato cinque partite (quattro nella prima divisione ed una in Coppa del Messico), accumulando una vittoria, un pareggio e tre sconfitte.
E anche il Queretaro non passa un periodo brillante, visto che, in campionato, si trova all’ottavo posto della classifica con quindici punti in dodici partite.
E sempre in tema di razzismo il Rapid Bucarest dovrà giocare le sue due prossime gare interne in campo neutro. Questa, infatti, è la sanzione inflitta al club per quanto accaduto in occasione della gara contro il Concordia Chiajna. L’attaccante brasiliano Wellington aveva accusato i tifosi del Rapid di avergli lanciato contro una banana durante la gara giocata venerdì scorso e le immagini televisive hanno mostrato diversi ultras mentre fanno i gesti della scimmia all’indirizzo del giocatore oltre a intonare cori razzisti.
Wellington è poi scoppiato in lacrime alla fine della partita.
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