L’Italia di Conte medicina anti-disastri
Tavecchio conta sugli azzurri (e su una lettera a Blatter sulla tecnologia) per sviare l’attenzione dai guai del nostro calcio
INVIATO A PALERMO. Tre, almeno, i motivi per sedersi stasera comodamente davanti alla tivù a guardare Italia-Azerbaigian. Il primo, prettamente agonistico: dopo il 2-0 alla Norvegia, gli azzurri vogliono mettere in saccoccia senza patemi un uno-due contro gli azeri e poi Malta (lunedì prossimo) che consenta così alla truppa di Antonio Conte di veleggiare verso Euro 2016 evitando correnti infide e mareggiate tipiche di una stagione lunga e complicata nella quale gli obiettivi dei singoli club (scudetto e coppe europee) sono vissute dallo staff azzurro con lo stesso fastidio di un raffreddore. Il secondo è estetico: Andrea Pirlo di nuovo in azzurro (dopo l’addio con ripensamento alla fine dello sciagurato Mondiale brasiliano), la confermata coppia d’attacco di “ignoranti” (Immobile e Zaza, con buona pace di Balotelli che può continuare a litigare sui social con i tifosi dei Reds), due centrocampisti con il vizio del gol come Marchisio e Florenzi e l’Ufo Pellè in panchina (che molti vogliono vedere all’opera), sono motivi più che sufficienti per stappare una birra e godersi (si spera) un’Italian gol machine che seppellisca i simpatici azeri di Berti Vogts grazie a gol e spettacolo.
Il terzo motivo è di sostanza: dopo il patatrac brasileiro, l’azzeramento dei vertici dell’italico pallone e la figuraccia con annessa squalifica Uefa del neo numero uno della Figc Carlo Tavecchio, l’Italia sportiva ha bisogno come il pane di rifarsi un’immagine in loco ma soprattutto in Europa. Proprio Tavecchio ieri ha spedito una lettera al presidente della Fifa, Joseph Blatter in cui scrive che l’Italia «intende favorire un’opera di modernizzazione che consenta al nostro sport di continuare a vincere le sfide globali del consenso e della partecipazione popolare». Dopo aver dato ai giocatori di colore del mangiabanane, parlare di opera di modernizzazione fa un po’ sorridere, ma è meglio di nulla. Anche perché se si pensa che anche l’altro boss dello sport tricolore Giovanni Malagò (presidente del Coni) è finito in mezzo a una storia di ripicche con il presidente-nemico della Federnuoto Paolo Barelli e si è beccato una squalifica in primo grado che vale solo come tesserato della Fin ma che vista da fuori dà l’idea di un mondo allo sbando. Se aggiungiamo la tragedia del pre-Coppa Italia e le dichiarazioni in contropiede dell’omicida reo confesso di Ciro Esposito di queste ore, le polemiche per l’idea del premier Matteo Renzi di far pagare gli straordinari degli agenti di polizia alle società di calcio e la convenzione di Cotonou (che in parole semplici potrebbe essere considerata un allargamento degli effetti della sentenza Bosman ai Paesi in via di sviluppo), l’affresco che viene fuori del nostro calcio assomiglia più a un mondo in profonda crisi, dove i valori sono soltanto quelli delle carte bollate degli avvocati.
Tutto questo ad Antonio Conte, tuttavia, interessa poco. O non ora, per lo meno. Soprattutto stasera che si troverà attorno uno stadio tutto esaurito. D’altra parte al ct la definizione di coppia di ignoranti coniata da Immobile è piaciuta. «Sana ignoranza significa non mollare mai e io voglio una squadra vincente» ha spiegato Conte. Che ha aggiunto: «Non mi piace fare calcoli, pensiamo ad arrivare primi nel girone e a guadagnarci la qualificazione quanto prima. Chi ha tempo non aspetti tempo, cerchiamo di fare le cose per bene». Per farlo, Conte ha richiamato Pirlo che lo ha ricambiato ieri con parole di stima. «Era l’unica persona per cui potevo cambiare idea, con un altro allenatore non sarei qui». Pirlo, tra l’altro proprio oggi farà registrare la presenza numero 113 in Nazionale superando il suo mito Dino Zoff (fermo a 112). «Ho avuto la fortuna di lavorare in passato con il mister (Conte)», ricorda ancora Pirlo. «Tornare per dargli una mano era il minimo che potessi fare. C’è un gruppo nuovo, che ha voglia di cancellare il Mondiale e ha voglia di fare bene».
Unico dubbio di Conte è sugli esterni: Darmian o Candreva, con il granata leggermente favorito. Non resta che attendere: buon azzurro a tutti.
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