Il Banco è già in versione europea
La partita con Bologna non è stata brillante ma adesso è il momento di concentrarsi sulla trasferta di Novgorod
SASSARI. Incastrata tra due eventi epocali come la Supercoppa (per di più vinta) e la trasferta in Russia per l’esordio in Eurolega, la partita con la Granarolo Bologna erà lì come una trappola, pronta a garantire scivolate e insidie. Così, almeno in parte, è stato. Il Banco ha vinto ma poteva indubbiamente fare di più, qualcuno ha anche “steccato” più del dovuto e finire la serata con il coach che bacchetta e lancia avvertimenti molto vicini all’ultimatum non è mai simpatico. Dopodiché bisogna anche prendere queste partite per quello che sono e allora è meglio concentrarsi sul grande evento di venerdì prossimo a Novgorod.
Mal comune... Anche Milano ha condiviso lo stesso cammino della Dinamo, faticando più del previsto a Cremona. Sarà un caso, ma anche l’Armani aveva giocato la finale della Supercoppa e sta scaldando i motori per la prima di Euroleague (a Istanbul col Fenerbahce, non esattamente una passeggiata). Meo Sacchetti ha evitato di infilarsi in paragoni di questo tipo, era irritato e può starci che un allenatore non sia soddisfatto della sua squadra e magari non lo mandi a dire. Alla fine la parte più deludente è stato l’avvio di gara, perché sia in precampionato sia in Supercoppa la Dinamo aveva avuto nell’aggressività nel primo quarto la sua arma vincente o comunque più evidente. Per il resto, è meglio mettersi in tasca la vittoria e vedere che cosa succede. Tanto più che le prossime due partite sono due trasferte tostissime: a Novgorod (per di più dopo un viaggio lunghissimo) e lunedì sera a Pistoia, in un PalaCarrara come sempre bollente (e per di più Pistoia ha esordito vincendo in trasferta).
Jack o Rakim? In questo momento l’interrogativo è fondato. Intanto non dimentichiamo che l’anno scorso Meo aveva cominciato la stagione proprio con Devecchi in quintetto e Drake Diener sesto uomo, esperimento molto produttivo interrotto dall’infortunio di Jack. Il quale si sta riproponendo alla grande, mentre Sanders fatica a girare al top. Intendiamoci, non è che da lui servano numeri alla Drake, anzi, deve assicurare difesa, rimbalzi e solidità. Uno del “supporting cast”, insomma, però domenica è stato imbarazzante mentre Devecchi è stato il protagonista di tutti i break. Non solo: ha avuto quello spirito che tutti si aspettavano dalla Dinamo. Non è una novità, ma a questo punto il coach si trova in quell’imbarazzo nel quale aveva chiesto di essere messo: un giocatore italiano che bussa con insistenza alle porte del quintetto.
I feel devotion. L’Euroleague è alle porte ed è difficile ancora abituarsi all’idea. In fondo il banco è là dove voleva essersi, nel senso che una volta trovata un po’ di solidità la nuova dirigenza ha lavorato tanto per adeguarsi agli standard più elevati. Dal viaggio a Barcellona in più, la Dinamo ha cominciato a darsi una struttura di un certo tipo anche all’interno e ha affrontato, e vinto, le sfide di Eurocup. L’Euroleague è un’esperienza affascinante e difficile, anche per le ripercussioni che può avere sul campo, però le due stagioni nella competizione minore sono state una bella palestra. Ora la Dinamo ha davvero un’altra struttura operativa, anche il roster è stato adeguato, anche il tipo di giocatori firmati in estate. Adesso si comincia e il bello (o il brutto, fate voi) di questa competizione è che stiamo già parlando di una partita importante, forse decisiva se si vuole mantenere intatto il sogno di arrivare alle Top 16. E la qualificazione viaggia sul filo di poche vittorie: lo scorso anno da 3 a 5 a seconda del girone.
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