Scommesse sul tennis, indaga la Procura
CREMONA. Non solo le partite di calcio, ma anche gli incontri di tennis erano oggetto di scommesse, che chiamavano «creme». In Italia si parlava di 50.000 euro non per una intera partita, ma per un...
CREMONA. Non solo le partite di calcio, ma anche gli incontri di tennis erano oggetto di scommesse, che chiamavano «creme». In Italia si parlava di 50.000 euro non per una intera partita, ma per un solo set. Le chat di Skype e gli sms affiorati dai dispositivi informatici di alcuni dei 111 indagati dal procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto di Martino, svelano un fronte nuovo della galassia sulle scommesse sportive e allungano ombre su alcuni tennisti, da Daniele Bracciali a Potito Starace.
Uno scommettitore molto attivo è il bolognese Manlio Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, uno degli arrestati della prima ora. Bruni era interessato a fare soldi non solo con il pallone, ma anche con il tennis.
Era il 9 luglio 2007. Bruni chattava con Bracciali. Era la vigilia del match del tennista italiano contro Jenkis a Newport. «Sono con quel mio amico di cui ti parlavo, ti puoi fidare». Bruni nelle intercettazioni dice: «Domani a che ora giochi?Possiamo parlarne di questa partita». «Dipende» scrive Bracciali. Se lo conoscevo avrei potuto farlo, così non posso».
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