Banco, un’impresa mancata
I biancoblù di Sacchetti hanno saputo essere all’altezza di un top team come l’Efes Istanbul
SASSARI. Occasione sprecata? No, piuttosto impresa mancata. Alla fine il risultato non cambia, il Banco ha perso in casa contro l’Efes Istanbul come a Nizhny Novgorod, in entrambi i casi c’è stato qualche rimpianto, ma la differenza c’è. Nella prima partita la Dinamo ha pagato il debutto in Euroleague, nella seconda ha scontato l’impatto con uno dei top team della competizione. A Novgorod avrebbe potuto farcela offrendo soprattutto una prestazione più continua, venerdì al PalaSerradimigni forse, e va sottolineato il forse, avrebbe vinto giocando 40’ al massimo livello. Cosa che in questo momento, anche in campionato, ai biancoblù di Sacchetti risulta difficile fare.
Sportellate. Benvenuti, finalmente, in Euroleague. Grandi giocatori, un grande coach, un ricchissimo e celebre team di una capitale. Soprattutto, un team che ha mostrato dal vivo come va interpretato il basket a questi livelli. E il Banco ha scontato anche questo. Quando, all’inizio, è stato intimorito dalla durezza del gioco dell’Efes in difesa e dalla potenza di un attacco che andava avanti come un carro armato. Poi il fatto di chiamarsi Sassari e giocare contro l’Efes di Ivkovicv ha fatto la differenza in alcuni momenti. Sosa si è preso un tecnico per proteste, si è incaponito a chiedere falli che alla Dinamo difficilmente verranno fischiati. Non è una legge, è un dato di fatto, un altro prezzo da pagare. A Novgorod, alla fin fine, il metro era stato equilibrato. Venerdì la differenza di blasone e “anzianità di servizio” (anche dei singoli giocatori) è pesata.
Discontinuità. Il Banco si è acceso con un po’ di ritardo in difesa, perdendo quella che di solito è la sua qualità migliore. Ha patito la fisicità degli avversari, non è riuscito a essere aggressivo, a correre subito. E in attacco le tre guardie non sono riuscite sempre a fare la differenza. Anzi, Logan in attacco ha proprio fatto cilecca e per uno che è stato preso per essere il punto di riferimento della squadra in queste partite è una colpa grave. Sosa ha alternato belle azioni a errori, Dyson si è sfogato soprattutto nel secondo quarto ma deve anche capire che, se anche in Euroleague va via a chiunque nell’uno contro uno, difficilmente arriverà sempre al ferro e quindi è meglio che impari a leggere adeguamenti e aiuti delle difese. Anzi, meglio che lo faccia subito perché domani, contro il suo ex coach Piero Bucchi, avrà sicuramente il terreno disseminato di trappole.
Fiammate. Poche storie, quando il Banco prende il suo ritmo diventa difficile da contenere anche per squadre come l’Efes. E questa è una certezza: posto che è impossibile essere al 110 per cento per tutti i 40’, sapere di avere un certo potenziale da maneggiare è utile. Dopodiché bisogna capire se ci si vuole accontentare di questo o andare avanti per sollevare il livello medio. In campionato, dove anche lunghi come Todic e Lawal risultano più incisivi, avere un buon ritmo gara è fondamentale per gestire al meglio il doppio impegno settimanale.
Il futuro in Europa. Un grande navigatore di questi mari tempestosi come Ivkovic ha indicato due punti fondamentali: intanto la Dinamo deve liberarsi del peso della novità, poi ci sono ancora otto partite. Il livello della squadra, nonostante lo 0/2, resta competitivo: in tutto il Banco ha perso per 9 punti di scarto. Poi c’è la questione del calendario punitivo: ora è il momento delle trasferte, poi arriverà quello delle partite in casa. E una squadra che comunque sarà un pochino più esperta e (si spera) migliorata anche nel gioco, può comunque andare alla caccia di qualche vittoria. Considerando che con lo svolgersi delle giornate verranno fuori i veri valori, in questo momento la squadra da tenere d’occhio è lo Zalgiris. E magari l’ultima partita del girone, a Kaunas, potrebbe trasformarsi in uno spareggio per le Top 16.
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