Donsah, l’ultimo gioiello di Zemanlandia
Il ghanese ha bruciato le tappe e a Empoli ha giocato con la personalità di un veterano: «Tutto merito del mister»
EMPOLI. Forse, quando fra una ventina d’anni smetterà di giocare a calcio, scriverà un libro. Per raccontare la sua storia e quella della sua famiglia che sa cosa vuol dire soffrire. Godfred Donsah è cresciuto in fretta. Ha solo 18 anni ma sembra che ne abbia tre o quattro in più. Il centrocampista ghanese è l’ultimo gioiello del pianeta Zemanlandia. E’ arrivato in Italia con un barcone quando aveva 15 anni insieme a suo padre. Da clandestino. Ha avuto la fortuna di incontrare Sogliano che ha visto subito che quel ragazzino aveva delle qualità. Lo ha portato al Palermo e ha trovato un lavoro al suo papà. Poi ci sono stati problemi col permesso di soggiorno ed è dovuto tornare in patria.
Lo scorso anno la chiamata di Sogliano che lo tessera per il Verona. «Lui è stato importante per me - spiega Donsah - senza il suo aiuto non sarei in Italia. Sono maturato, migliorato sul piano tecnico e felicissimo di essere al Cagliari. Una bella città e un club che ha fiducia in me».
Zeman lo ha fatto lavorare sodo in questi mesi. E al momento opportuno l’ha buttato nella mischia. «Gli allenamenti sono duri, - spiega il ghanese - ma io fatico volentieri perchè poi i frutti li raccolgo sul campo. Corro per tutta la partita senza problemi».
A Empoli Donsah è stato tra i migliori. Ha giocato con personalità, senza pause. «Una vittoria bellissima - dice sorridendo -, ottenuta perchè abbiamo seguito tutte le indicazioni del mister. Sono fortunato ad avere un allenatore come Zeman, con lui posso solo crescere e imparare i segreti del mestiere». Che sabato avrebbe giocato titolare lo ha saputo all’ultimo momento. «L’allenatore me lo ha detto solo un’ora prima della partita - racconta -. Poche parole e nessun consiglio, ma è stato sufficiente uno sguardo, mi ha trasmesso una gran carica e sono andato in campo tranquillo. Un grazie lo dico anche ai compagni perchè mi hanno aiutato dandomi preziosi consigli».
In prospettiva Donsah può diventare un giocatore importante. Francesco Marroccu, direttore sportivo del Cagliari, ha avuto l’occhio lungo, aiutato nella scelta da Zeman che aveva già fatto seguire questo ragazzo nella scorsa stagione ed era pronto a portarlo al Bologna se avese firmato per gli emiliani. Marroccu Lo ha acquistato in prestito oneroso (due milioni) con diritto di riscatto. Che la società rossoblù a fine stagione eserciterà sicuramente. «Adesso dovrò portare i pasticcini ai compagni dopo tutti questi complimenti. Non mi monto la testa, so perfettamente che nel calcio non si finisce mai di imparare. Sono già concentrato sulla gara di mercoledì, col Milan non sarà facile. Se giocherò o meno lo deciderà il mister».
Godfred è giovane ma ha la testa sulle spalle. E’ concentrato sul proprio lavoro e non si fa distrarre da niente. «A Cagliari ho una grande occasione e voglio sfruttarla - conclude -. Sono nella società giusta e con il tecnico più bravo per emergere, qui puntano sui giovani e li valorizzano».
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