Il pallone messo a dieta minaccia di uscire dal Coni
Ufficializzata la nuova ripartizione dei fondi, la Federcalcio perde 25 milioni Carlo Tavecchio propone di legare i contributi alle scommesse sportive
ROMA. Dopo una due giorni intensa il Coni ha ufficializzato la ripartizione dei contributi statali alle varie federazioni per l’anno 2015 e, come previsto, non sono buone notizie per la Figc di Carlo Tavecchio. Il calcio infatti cala da 62.541 milioni a 37.533 per un taglio di 25milioni pari al -39.99% rispetto all’anno precedente.
Ieri il numero uno del calcio ha preso parte alla Giunta del Comitato Olimpico dove sono stati spiegati i parametri, e successivamente al Consiglio Nazionale dove ha ribadito la sua posizione. «Ci affidiamo al presidente del Coni. Sto chiedendo una cosa grande. Primo rivalutare la situazione della contribuzione. Secondo, se non fosse possibile, di avere il tempo ragionevole per poterla applicare. Noi metteremo a disposizione tutte le nostre risorse perché non vogliamo sentirci 1 su 75», le sue parole. «Come si puo fare un bilancio con 25 milioni in meno quando il preventivo deve essere presentato entro il 30 novembre? Si chiede Tavecchio».
È c’è chi, forzando la mano, pensa che il calcio possa anche valutare una ’fuoriuscita’ dal Comitato Olimpico. «Noi vorremmo restare nel Coni. Il problema è che ci costringono a delle procedure che umiliano i rapporti - spiega Tavecchio - Credo che non serva aizzare di più i toni ma portare avanti una trattativa, un confronto fino a metà mese poi ci sarà il consiglio federale della Figc dove la decisione sarà collegiale visto che all’unanimità si è espresso contro la decisione del Coni».
Per nulla preoccupato Giovanni Malagò. «L’ipotesi che il calcio fuoriesca dal Coni? Conosco troppo bene Tavecchio. Non credo che questa sia un’ipotesi all’ordine del giorno - dichiara -. È legittimo che facciano le loro considerazioni e questo è quanto».
Riguardo alla parametrazione dei contributi però il numero uno dello sport italiano fa notare al calcio che: «Se a Londra ci fosse stata l’Under 21 quel numero sarebbe migliorato, se il calcio avesse una rappresentanza femminile degna questo numero sarebbe migliorato, se l’Italia al mondiale fosse arrivata supponiamo ai quarti sarebbe migliorato. È un invito a fare meglio nell’alto livello».
Malagò smorza anche l’ipotesi spiegata da Tavecchio di legare i contributi con le scommesse sportive, trattando direttamente con il governo. «Il calcio potrebbe ottenere qualcosa di più e di diverso su questo. Se ci riescono sono contento, ma ci sono dinamiche legislative e culturali di cui tenere conto».
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