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Olbia, con Biagioni è ritorno al futuro

di Dario Budroni
Olbia, con Biagioni è ritorno al futuro

Serie D, il tecnico che ha sostituito l’esonerato Scotto sollecita la squadra: «Deve capire che il cambio è dipeso anche da lei»

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OLBIA. Indietro tutta. Per guardare al futuro l’Olbia riparte da dove ci si era lasciati poco prima dell’estate, da un Oberdan Biagioni più carico che mai e pronto a risollevare classifica e morale. Difficile cancellare la seppur breve era di Pierluigi Scotto. Perché il tecnico sassarese, qui, ha comunque lasciato il segno. E soprattutto una squadra in gran parte da lui costruita. Quella stessa squadra che adesso è nelle mani dell’allenatore romano il quale, sbarcato martedì con il volo delle 21.30, ha subito preso posto in mezzo al campo della Basa. L’esonero di Scotto, dopo un avvio di stagione con pochi sorrisi (e pochi punti), è un piatto certamente difficile da smaltire in tutta fretta. L’Olbia, però, ci sta provando. Perché il tempo stringe. Domenica pomeriggio, al Bruno Nespoli, sarà già chiamata a voltare pagina contro la terza Aprilia.

Il Biagioni bis. Come nel dicembre 2013. Oberdan Biagioni è stato (ri)chiamato per dare una sterzata al cammino olbiese. Lo scorso anno cominciò la sua avventura, dopo aver preso il posto di Mauro Giorico a fine girone di andata, con 4 vittorie consecutive e alla fine riuscì a portare la squadra nei playoff. Poi il divorzio consensuale per un mancato accordo. Senza malumori. E così arrivò Scotto. Ma ora la società guidata da Pino Scanu lo ha richiamato. Biagioni si trova ad allenare l’Olbia dalla nona giornata. In tasca ha un mini bottino di 11 punti e un divario di 10 lunghezze dalla prima. «Daremo il massimo. Gli obiettivi? Dobbiamo cominciare col fare bene e puntare ad arrivare il più in alto possibile».

La nuova Olbia. Oberdan Biagioni conosce ambiente e molti dei giocatori a disposizione. Ma non tutti, viste le massicce operazioni di mercato. «La squadra è di qualità e i giocatori sono tutti bravi ed esperti, nono sono mica degli sprovveduti – spiega il tecnico–. Ora però dobbiamo lavorare per diventare squadra secondo la mia visione. Bisogna migliorarsi. Tutta la squadra, comunque, deve dare il massimo. E capire che il cambio di panchina è dipeso anche da lei».

Operazione equilibrio. Il fattore principale che ha condizionato le prime otto gare è sicuramente la difesa. L’Olbia ha infatti incassato ben 16 gol. E ne ha realizzati altrettanti. «Lavoreremo per trovare il giusto equilibrio – continua Biagioni –. Se la difesa va male significa che è l’intero collettivo a non funzionare bene. Anche chi sta davanti deve tornare ad aiutare. Per me gli attaccanti devono essere pronti a fare 10 metri indietro e i difensori 10 metri avanti». Fedele al modulo 4-3-3, da buon zemaniano, Oberdan Biagioni proverà dunque a costruire una squadra aggressiva. Ma lavorerà molto per fortificare la retroguardia.

Aprilia nel mirino. Domenica al Bruno Nespoli arriverà la terza in classifica Aprilia, che ha 4 punti in più dei bianchi (al momento settimi). Dunque uno scontro diretto che potrebbe riaprire almeno il discorso playoff. Mancherà il capitano Daniele Molino, squalificato. Gli infortunati, invece, stanno pian piano recuperando. E Fabio Oggiano si è ripreso dall’influenza. «Sarà una bella partita, incontreremo una squadra che sta lavorando bene – dice Biagioni –. Ma noi dobbiamo avere paura prima di noi stessi e poi degli avversari. Dobbiamo innanzitutto convincerci di essere una squadra».

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