Il Banco a Cantù per continuare il volo
Quarta trasferta consecutiva per la squadra biancoblù
SASSARI. Il Moloch è lì, sulla solita collinetta di fianco alla rotatoria. Ha già divorato la Dinamo dieci volte, ha sempre fame. Un palazzetto nemmeno troppo bello (“Tutto il garage...” era il grido di scherno dei tifosi pistoiesi), in pratica uno scatolone con le tribune in metallo e un baretto old style tappezzato di ritagli di giornale. Eppure gli stendardi appesi al soffitto fanno capire che quello è sempre stato un campo speciale, scudetti e coppe internazionali sono stati vinti su quel parquet. E anche oggi che sembra vecchio e superato ma la questione di un nuovo impianto resta affogata nella burocrazia, il Pianella, ultimamente ribattezzato Mapooro Arena, resta un punto di passaggio difficile per tutte le squadre. E il Banco si presenta da primo in classifica, imbattuto.
La svolta. Troppo presto, in realtà, per parlare di momenti importanti di un campionato che ha contato appena quattro giornate. Eppure, proprio perché vincere a Cantù e difficile e il Banco non c’è mai riuscito in dieci tentativi, dal punto di vista psicologico potrebbe essere una giornata chiave. Perché magari a Logan o Dyson del pregresso importa poco, ma tutto il resto del clan Dinamo e di riflesso l’ambiente sassarese, avrebbe sicuramente un surplus di energia e entusiasmo da un successo. Perdere, invece, significherebbe rientrare nei ranghi.
Partenze sprint. Il 4-0 col quale il Banco ha inaugurato questa nuova stagione va nella scia del 5-0 del 2012/2013, quando esordì con un 5-0 interrotto dall’Enel Brindisi al PalaSerradimigni. E stiamo parlando di una stagione importante. Vincere oggi significherebbe eguagliare quel 5-0, in più dopo le grandi fatiche in trasferte di queste due settimane il Banco ha un momento di relax (si fa per dire) con due tappe al PalaSerradimigni contro Pesaro e Avellino. Insomma, nel giro di poco tempo la parte alta della classifica potrebbe assumere una fisionomia ben precisa e i biancoblù lasciare la loro impronta.
Stanchezza. Non può essere una scusa nè un modo per mettere le mani avanti, però il lungo giro tra Kazan, Roma e Madrid con rientro in Sardegna non può non aver lasciato scorie. E certo il gruppo non sarà stato felicissimo, ieri, di salire sul volo Olbia-Linate. Ma le coppe europee, e l’Eurolega in particolare, sono anche questo. E anche Cantù, in fondo, ha lo stesso problema perché gioca l’Eurocup.
La partita. Di fronte due squadre che in Europa non hanno ingranato (0-4) e hanno giocato in trasferta a metà settimana. In campionato Cantù è 2-2, ovviamente ha sempre vinto in casa rimediando alle due sconfitte di Varese e Trento, e propone un bel mix di italiani e americani. Coach Sacripanti ha richiamato il colosso Eric Williams, un lungo realizzatore che ancora può far danni, e sta lanciando in orbita gli italiani Stefano Gentile e Awudu Abass. Un gruppo totalmente rivoluzionato dopo addii importanti (Aradori, Leunen, Cusin, Ragland), ma pur sempre un gruppo che punta ai playoff. E batterlo, in casa sua, non sarà per nulla semplice, specie per un Banco alla quarta trasferta di fila. In questo senso è una grande sfida, una partita che può davvero dare una svolta
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