Delirio biancoblù Lo Zalgiris va a fondo
Logan e Lawal trascinano il Banco alla prima vittoria
SASSARI. Eurodelirio. Una partita così era già un sogno giocarla, figuriamoci vincerla. Eppure è successo, lo Zalgiris Kaunas, leggendaria squadra dell’Est, campione d’Europa nel 1999, torna a casa battuta dalla minuscola Dinamo Sassari, sconfitto in un’isola del Mediterraneo dove forse nemmeno pensava che si potesse giocare a basket. Succede in una notte speciale, con l’aria elettrica molto prima della palla a due, conclusa col pubblico del PalaSerradimigni che, dopo tanto tempo, si toglie un abito troppo stirato e perfettino per ritrovare il suo “love of the game” grazie al quale ha portato in cinque anni la Dinamo dalla A2 alle emozioni di ieri. Perché magari i biancoblù non arriveranno alle Top 16, forse non raggiungeranno tante altre volte queste vette di gioco, ma la prima vittoria in Eurolega non la dimenticherà nessuno.
Su la testa. Non è lo scalpo di una notte sola. La Dinamo è in corsa per il secondo turno, dopo che il successo del Novgorod a Kazan aveva sparigliato un girone che sembrava già chiuso. Per farlo aveva solo una chance, vincere una partita che poteva rimetterla in gioco o costringerla a un girone di ritorno da semplice comparsa. Una di quelle situazioni dalle quali le squadre di Meo Sacchetti sono quasi sempre riuscite a tirarsi fuori ed è successo anche stavolta, con un ultimo quarto che sembrava scritto da uno sceneggiatore proveniente da un altro pianeta. Il Banco aveva subìto nel primo tempo i lunghi dello Zalgiris, era riuscito a rimettersi in pista col pressing nel secondo, si era impantanato in un terzo quarto dove aveva fatto di tutto per spararsi nei piedi gettando via una marea di tiri liberi e sbagliando troppo da lontano. Nonostante tutto era però in partita e la valanga biancoblù è arrivata nell’ultimo quarto doppiando (33-16) gli avversari, quasi increduli.
Re per una notte. Shane Lawal ha dominato l’area e la partita, tenendo testa da solo all’infinita batteria dei lunghi lituani: 25 punti, 9 rimbalzi, 3 palle rubate, 2 stoppate. Il giocatore che era stato annunciato in estate e che ha impiegato qualche settimana a palesarsi nel suo strapotere atletico. Si è capito subito che sarebbe stata la sua giornata, il pericolo era che si potesse spegnere nel finale. Ma a quel punto la partita l’aveva in mano David Logan, fresco e riposato grazie a un Sosa che pur nelle sue follie gli ha concesso una sosta in panchina al momento giusto. Rientrato in campo, Logan ha preso in mano la squadra in attacco dopo essere stato inesauribile in difesa.
Ritmo infernale. Nel primo quarto il Banco è andato sotto troppo presto (7-12, 12-20) e ha recuperato il break quando ha capito che la palla ai lunghi avversari non doveva farla arrivare. Controbreak di 15-2 nel secondo quarto, sorpasso all’inizio del terzo (47-46, 53-51). La difesa biancoblù però è stata portata a scuola di pick and roll troppo spesso e a rimbalzo è stato un bagno di sangue fino all’ultimo quarto, così lo Zalgiris è ripassato avanti sfruttando la precisione dalla lunetta. Meo capisce che con i quintetti piccoli stavolta può solo cacciarsi nei guai, alterna Brooks e Todic a fianco di Lawal e non si fa scrupolo di lasciare in panchina Dyson per un più produttivo Sosa. All’inizio dell’ultimo quarto lo Zalgiris si rifà sotto (63-64, 65-66) anche se paga i problemi di falli di Anderson. Il Banco in difesa ha mani dappertutto (22 palle recuperate) e in attacco le fa fruttare fino in fondo. Un altro break di 15-2, si va 80-68, lo Zalgiris non rientra più, sugli spalti è festa grande.
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