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La Dinamo si gode il momento

di Roberto Sanna
La Dinamo si gode il momento

La vittoria sullo Zalgiris Kaunas ha regalato ai biancoblù una giornata attesa oltre 50 anni

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SASSARI. Celebration. Il giorno dopo è quello giusto per godersi la vittoria, capire cosa sia davvero successo. Le prime pagine dei giornali sportivi e il web esplodono col nome della Dinamo Sassari, la Top 10 dell’Euroleague ha tre azioni (due di Lawal più la sanguinosa palla persa da Sanders) della grande partita con lo Zalgiris, la classifica non ha più una sola squadra a zero punti. Sembra anche troppo invece è semplicemente quello che succede quando ti affacci al livello più alto e fai qualcosa di importante. Non è stato semplice riuscirci, ci sono volute cinque partite. Il problema, casomai, è fare in modo che non resti un’unica serata di gloria.

Mordi&corri. Negli anni scorsi il Banco ha costruito le sue fortune giocando ad alto ritmo e ad alti punteggi partendo dall’attacco. Tanti tiri contando sulla velocità e le grandi letture di gioco, puntando molto sulle alte percentuali. Spesso gli avversari non potevano fare a meno di adeguarsi e molto spesso perdevano la sfida. Probabilmente la stagione scorsa è stata la sublimazione di questa idea di gioco, una Coppa Italia vinta e una grande sfida playoff con l’Armani sono state il massimo al quale poteva aspirare quel gruppo, impotente quando trovava qualcuno più grosso e cattivo, capace di limitare il suo attacco. Quest’anno si corre forse ancora di più e si segna comunque tanto, la novità è che per farlo, e risultare irresistibile, il Banco parte dalla difesa e soffoca gli avversari sul nascere dell’azione. Ai 24’’ non ha molte chance, se difende come venerdì sono problemi per tutti: il pressing e i raddoppi della Dinamo hanno forzato lo Zalgiris a 31 palle perse. Un dato mostruoso, che fa passare in secondo piano il -9 a rimbalzo e il 31% da tre punti. Anche questa è una strada praticamente obbligata: la Dinamo, per produrre il suo gioco, deve difendere così. Altrimenti, a metà campo, è spacciato. Almeno contro i top team.

La storia. Il bello della Dinamo è avere impiegato 54 anni per vincere la partita con lo Zalgiris. Tante società dell’Euroleague sono più giovani e titolate, la Dinamo invece è arrivata alla Serie A e alle coppe europee dopo una gavetta infinita, sopravvivendo a tempeste che di solito uccidono. Poi ha avuto una crescita folle, quasi a voler recuperare il tempo perduto. Forse quel durissimo percorso fatto per arrivare al vertice l’ha temprata, adesso la Dinamo non ha più paura di nulla. Ogni volta aggiunge qualcosa, la vittoria in una partita di Euroleague è il punto più alto. Ora bisogna decidere se si tratta di un punto d’arrivo o invece una nuova porta spalancata e conoscendo chi governa la Dinamo, in panchina e dietro la scrivania, la risposta è scontata. Siamo in uno scenario totalmente nuovo, anche se restare a questi livelli è durissima. Il primo problema è che quando vieni eliminato dall’Euroleague non sai quando potrai rigiocarla, almeno per un club come quello sassarese. L’altro è il rischio di asseufazione: poche partite e già capisci che sarà difficile fare a meno di un contesto e di un livello di gioco come questo.

King Shane. Lawal ha vissuto la sua giornata di gloria, finalmente nelle situazioni di gioco che più lo valorizzano. In più ha avuto anche una grande risposta d’orgoglio, dopo che Cedric Simmons era stato accostato alla Dinamo. Il lungo poi è andato altrove, ma Lawal ha fatto capire ai procuratori che per adesso non è il caso di offrire lunghi a Sassari.

Manca solo lui. Se Shane Lawal è finalmente arrivato, ora tutti aspettano il miglior Dyson. Un giocatore dal talento cristallino e fisicamente devastante, che spesso dà l’impressione di essere alle prese con problemi di adattamento alla nuova realtà. Soprattutto in Euroleague, non può pensare di spaccare le difese o decidere le partite giocando alla grande per un quarto e la sua sincronia con Logan è ancora da registrare. Se anche lui ingrana, la questione si fa davvero seria.

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