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Brooks: «Una vittoria con pochi rischi»

Brooks: «Una vittoria con pochi rischi»

L’emozione del 18enne Merella: «L’esordio in A? Una sensazione indescrivibile»

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SASSARI. «Sulla carta poteva sembrare un match facile ma questo tipo di partite nascondono grosse insidie. Sono contento di aver vinto senza rischiare praticamente nulla». Jeff Brooks archivia il largo successo sulla Vuelle Pesaro e pensa già a venerdì. «Il coach non ci chiede di essere perfetti, ma pretende almeno 35 minuti ad alto livello – dice l’ala biancoblù –. Forse non siamo arrivati a 35, però abbiamo vinto bene, abbiamo fatto ruotare tutti gli uomini e non possiamo che essere soddisfatti. Anche perché venerdì ci sarà un’altra sfida importantissima e non possiamo permetterci di far calare la tensione».

Pesaro ha giocato a lungo a zona e per i lunghi sassaresi c’è stato poco spazio. «Sì, hanno cercato di farci lavorare con gli esterni ma noi abbiamo molte soluzioni. Nei primi due quarti abbiamo avuto qualche battuta a vuoto e all’inizio del secondo tempo loro si sono riavvicinati. Ma da quel momento in poi abbiamo ripreso a giocare nel migliore dei modi e sono contento che anche la panchina abbia dato un ottimo contributo. Abbiamo bisogno di tutti».

Il sorriso più largo della serata è quello di Enrico Merella, sassarese classe 1996. Stamattina sarà regolarmente seduto tra i banchi del liceo scientifico Marconi. Dove potrà raccontare a compagni e professori l’emozione per il debutto in serie A. «Sono davvero felicissimo, ho provato un’emozione enorme», racconta il giovanissimo play, che oltre a essere aggregato alla prima squadra biancoblù, disputa il campionato di serie C con la maglia della Reale Mutua Torres di coach Antonio Mura. «Ci speravo? Un po’ sì – rivela Merella – ma ero già felicissimo per la convocazione. Poi quando le cose si sono messe meglio ho iniziato a sperarci. A un certo punto Citrini si è avvicinato e mi ha chiesto se mi ricordassi gli schemi. Poi il coach si è voltato e ha detto solo: Merella in campo».

Due minuti e 18” sul parquet, con un assist e una tripla che non è voluta entrare. «Non importa – dice il play – avere messo piede in campo è uno stimolo enorme per continuare a lavorare. Ora mi godo l’esordio, per il canestro pazienza, magari un giorno arriverà». (a.si.)

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