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Finalmente Sanders, l’oggetto misterioso «spacca» la partita

di Andrea Sini
Finalmente Sanders, l’oggetto misterioso «spacca» la partita

L’ala americana, sinora in ombra, segna 27 punti in 20’ «Stavo bene anche prima, ora però sento più fiducia»

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SASSARI. L’oggetto misterioso è un pacco bomba che esplode alla sesta di campionato. Sulle qualità di Rakim Sanders giurano tutti, dal presidente Sardara ai giocatori, passando per i tecnici e il giemme Pasquini. Ma soltanto ieri il pubblico di Sassari ha potuto farsi un’idea delle potenzialità di questo bisonte americano: 27 punti in 20 minuti, con canestri segnati in tutti i modi (9/13 complessivo), 5 rimbalzi, 3 recuperi e una presenza fisica strabordante.

«Cosa mi è successo? Proprio nulla – dice l’ala venticinquenne nata nello stato di Rhode Island –. Fisicamente sono sempre stato bene, però ho attraversato un periodo in cui ho avuto meno fiducia. Ora l’autostima è cresciuta e anche come squadra ci conosciamo meglio e la situazione è migliorata».

E non di poco, dato che la qualità delle giocate e le cifre di ieri sera sono lontane anni luce dagli appena 6,3 punti a partita segnati sinora. «Io cerco soltanto di concentrarmi sull’andamento della squadra e sul modo in cui mi viene chiesto di giocare – dice l’ex giocatore di Maccabi Tel Aviv e Brose Bamberg –. Stavolta è stata una buona partita anche per me, non c'è dubbio».

La dimensione di Sanders sembra però essere quella europea. «Io non penso mai a chi è l’avversario, ma a quello che dobbiamo fare e a come preparare le partite – ripete il numero 7 biancoblù –. Abbiamo vinto con Kaunas, è vero, ma anche questa vittoria con Pesaro ci dà fiducia. Nel momento di costruzione del gruppo tutte le vittorie servono, anche quelle in sulla carta meno difficili».

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