Finalmente Sanders, l’oggetto misterioso «spacca» la partita
L’ala americana, sinora in ombra, segna 27 punti in 20’ «Stavo bene anche prima, ora però sento più fiducia»
SASSARI. L’oggetto misterioso è un pacco bomba che esplode alla sesta di campionato. Sulle qualità di Rakim Sanders giurano tutti, dal presidente Sardara ai giocatori, passando per i tecnici e il giemme Pasquini. Ma soltanto ieri il pubblico di Sassari ha potuto farsi un’idea delle potenzialità di questo bisonte americano: 27 punti in 20 minuti, con canestri segnati in tutti i modi (9/13 complessivo), 5 rimbalzi, 3 recuperi e una presenza fisica strabordante.
«Cosa mi è successo? Proprio nulla – dice l’ala venticinquenne nata nello stato di Rhode Island –. Fisicamente sono sempre stato bene, però ho attraversato un periodo in cui ho avuto meno fiducia. Ora l’autostima è cresciuta e anche come squadra ci conosciamo meglio e la situazione è migliorata».
E non di poco, dato che la qualità delle giocate e le cifre di ieri sera sono lontane anni luce dagli appena 6,3 punti a partita segnati sinora. «Io cerco soltanto di concentrarmi sull’andamento della squadra e sul modo in cui mi viene chiesto di giocare – dice l’ex giocatore di Maccabi Tel Aviv e Brose Bamberg –. Stavolta è stata una buona partita anche per me, non c'è dubbio».
La dimensione di Sanders sembra però essere quella europea. «Io non penso mai a chi è l’avversario, ma a quello che dobbiamo fare e a come preparare le partite – ripete il numero 7 biancoblù –. Abbiamo vinto con Kaunas, è vero, ma anche questa vittoria con Pesaro ci dà fiducia. Nel momento di costruzione del gruppo tutte le vittorie servono, anche quelle in sulla carta meno difficili».
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